non ci resta che piangere…

10 Feb 2009 nidil,

In questo periodo di crisi i datori di lavoro stanno veramente diventando creativi, o meglio, completano la loro vena artistica già ultra creativa in merito all’utilizzo delle varie forme contrattuali quali, co.co.pro, co.co.co, mini co.co.co., associati in partecipazione, ecc….e adesso anche i licenziamenti sono creativi: non più lettere o telefonate, anche i licenziamenti orali non sono più di moda, oggi si chiudono le attività…infatti pochi giorni fa i lavoratori (a progetto…) del negozio di fotografia CLOD STORE presso il centro commerciale “I Portali” di Modena si sono trovati il negozio sbarrato dopo mesi di pagamenti irregolari e saltuari…questa è l’ennesima riprova che nel nostro paese ci sono vasti gruppi di lavoratori che vivono sotto questa minaccia costante e sono nella situazione di non poter accedere ad ammortizzatori sociali come la cassa integrazione. In pratica i lavoratori precari vivono in assenza di misure di tutela operative ed efficaci, vista la mancanza di risorse adeguate, la parzialità o la totale assenza delle stesse.

I lavoratori precari hanno pagato prima di tutti e in maniera più pesante gli effetti della crisi, infatti tanti di loro non hanno avuto i contratti prorogati già nei mesi scorsi, (magari dopo anni di lavoro precario) quando ancora il Governo negava la reale portata della crisi. Nel lavoro interinale diminuiscono progressivamente, in tutti i settori produttivi, le missioni e molte di quelle in scadenza al 31.12.08 non hanno avuto il rinnovo previsto; i collaboratori a progetto, spesso dipendenti camuffati, possono essere espulsi dal lavoro con più facilità e nessuna tutela; le partite IVA risentono della stagnazione del mercato. In pratica si tratta di veri e propri “licenziamenti bianchi”.

Anche gli interventi del Governo a sostegno di questi lavoratori precari che perdono il posto, sono veri e propri “spot” pubblicitari, in quanto risultano essere provvedimenti di facciata tesi a creare tra i lavoratori aspettative puntualmente disattese, in quanto privi di una concreta esigibilità, come è accaduto per i collaboratori, illusi del Governo di poter usufruire di una sorta di indennità di disoccupazione, ma nei fatti si tratta di un provvedimento inesigibile perché eccessivamente complicato e restrittivo nei requisiti.

NIdiL-CGIL continuerà la sua iniziativa per superare l’esclusione dei lavoratori precari dall’attuale rete di protezioni sociali, per far valere a pieno titolo il loro diritto di cittadinanza sociale, per costruire tutele nuove per le nuove modalità di lavoro, per combattere gli abusi e le illegalità. Per quanto riguarda i lavoratori di CLOD STORE, NidiL ha intrapreso una vertenza contro la proprietà per tutelarli nei loro diritti.

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