NOT CRIMINALS. RAPPORTO DI MEDICI SENZA FRONTIERE SUI CENTRI DI DETENZIONE MALTESI

23 Apr 2009

   Medici Senza Frontiere denuncia nel rapporto Not Criminals le condizioni di vita inaccettabili e disumane nei centri di detenzione di Malta e rinnova la richiesta di miglioramento immediato delle condizioni di vita nei centri.
   Nel corso degli ultimi anni numerosi migranti e richiedenti asilo hanno lasciato la costa libica per raggiungere Malta alla ricerca di rifugio e condizioni di vita migliori, ma dopo un viaggio duro, quelli che sopravvivono sono costretti ad affrontare per 18 mesi le terribili condizioni e i trattamenti inumani dei sovraffollati centri di detenzione di Malta.
   E’ una politica che mira a dissuadere le persone dall’entrare irregolarmente nel territorio, ma nonostante questa strategia e i controlli assidui lungo i confini nel 2008 il numero di persone sbarcate è aumentato.
   I flussi dei nuovi arrivi stanno ulteriormente peggiorando le condizioni di vita già disumane dei detenuti. Sovraffollamento, condizioni igieniche terribili e ricoveri inadeguati espongono i detenuti al rischio di infezioni respiratorie e dermatologiche. L’accesso all’assistenza sanitaria è insufficiente. Sani e ammalati sono tenuti insieme. Prima di ricevere le cure prescritte durante le visite i pazienti aspettano giorni e a volte settimane. Le categorie vulnerabili -donne incinte, bambini e malati- vengono rilasciate solo dopo il parere di una commissione locale che analizza i casi individualmente.
    Tra agosto 2008 e febbraio 2009 MSF ha fornito assistenza nei centri di detenzione di Safi, Lyster Barracks e Ta’kandja. Nel mese di marzo ha sospeso l’attività e ha pubblicamente denunciato le condizioni di vita e i rischi a cui i migranti e i rifugiati sono esposti. MSF continua a fornire assistenza medica nei centri aperti, dove i detenuti sono trasferiti in seguito al completamento dei 18 mesi di detenzione o delle pratiche di asilo.

report_malta_04_2009

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