SOCIAL CARD IMMIGRATI: APPELLO AI PARLAMENTARI MODENESI PER SUPERARE LO STALLO

01 Apr 2014

Modena, 1° aprile 2014

Non dipende da Poste Italiane, ma dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Così a Modena risponde Poste Italiane alle diffide di Inca e Centro Lavoratori Stranieri CGIL contro il mancato adeguamento del sistema informatico che impedisce di accogliere le richieste di carta-acquisti (80 euro bimestrali) dei cittadini stranieri extra-Ue in possesso della “carta di soggiorno”.
Infatti, nonostante la Legge di Stabilità 2014 abbia esteso il diritto alla social-card anche agli immigrati in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo o per asilo politico o protezione sussidiaria, questa carta-acquisti non è di fatto fruibile per un ritardo nell’adattamento dei sistemi informatici di Poste Italiane che nei campi telematici prevedono solamente il requisito della cittadinanza italiana.
Presso gli uffici del Centro Lavoratori Stranieri e Inca Cgil di Modena, sono state compilate nei giorni scorsi alcune richieste di social-card per cittadini immigranti lungo soggiornanti che però, una volta presentate agli uffici postali come prevede la normativa, non sono state accolte per disguidi tecnici, visto che il sistema informatico di Poste Italiane è impostato solo per l’accoglimento a favore di cittadini italiani.
Per questo motivo gli uffici dell’Inca e del Centro Lavoratori Stranieri Cgil hanno inviato diffide, sia ai direttori degli uffici postali che al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad adempiere al rilascio della social-card.
Solo Poste Italiane al momento ha risposto che “non può di propria iniziativa procedere all’attuazione delle modifiche del servizio…  in assenza di indicazioni da parte del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) che deve disciplinare l’operatività, la modulistica d’accesso al servizio, le verifiche dei requisiti e la messa a disposizione dei fondi necessari per l’erogazione dei contributi stessi”.
A fronte di una situazione che pare non sbloccarsi, la Cgil di Modena chiede perciò ai Parlamentari modenesi di attivarsi per la soluzione del problema, affinché il MEF superi definitivamente l’impasse!

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