CORRUZIONE ALL’EXPO DI MILANO E COINCIDENZA MODENESE

13 Giu 2014

Modena, 13 giugno 2014

Esattamente un mese fa, proprio lo stesso giorno in cui le testate nazionali ed europee aprivano le prime pagine con il ripetersi del diffuso scandalo sugli “appalti all’Expo”, con l’uscita dei primi e soliti nomi e con le prime e dettagliate ricostruzioni dei meccanismi corruttivi, descritte dal noto imprenditore Maltauro Spa – ancora agli arresti – proprio lo stesso giorno, nelle pagine interne dedicate alle più modeste cronache cittadine, compariva un’altra notizia.
Era la Fiom/Cgil di Modena che informava della dura vicenda della impresa General Montaggi Srl di Castelnuovo Rangone che chiudeva improvvisamente, dopo aver fornito per mesi rassicurazioni infondate e che tuttora continua a sottrarsi agli incontri nelle sedi istituzionali.
Sono oltre 100 i lavoratori duramente coinvolti, tra lettere di licenziamento e trasferimenti forzosi, e al momento senza ammortizzatori. Ma non è solo questo il principale oggetto della notizia.
Piuttosto, emergono i tanti dubbi per una chiusura d’impresa, dopo tanti e complicati passaggi societari, tra Italia e Romania, cessione di rami d’azienda, ruoli tutti da chiarire di professionisti e prestanome già coinvolti in altre gravi vicende di bancarotta.
Coincidenza vuole che mentre l’imprenditore vicentino Maltauro (già coinvolto nella tangentopoli milanese di 22 anni fa) raccontava dal carcere il vero e proprio “sistema” corruttivo – costatogli 2 milioni di euro – per aggiudicarsi una serie di appalti prestigiosi all’Expo, e non solo, finiti nel mirino della Direzione Antimafia, dalla storia recente della nostra più vicina General Montaggi Srl, emerge che con il “pagatore della cupola milanese” Enrico Maltauro, la GM ci ha lavorato e parecchio!
Prima di svuotarsi, di cedere rami d’impresa e svendersi con uno strano contratto di “fusione transfrontaliera” alla piccola ditta rumena Fruit Marius Srl (che vanta un capitale sociale di soli 10.000 euro!), la General Montaggi con la Maltauro Spa ci ha infatti lavorato per l’intera ristrutturazione di Torre Garibaldi a Milano.
Il fatturato della G.M. Srl di Castelnuovo raggiunse il picco di ben 4,2 milioni di euro per poi crollare.
Gli uomini della Guardia di Finanza faranno gli accertamenti milanesi, per valutare ogni eventuale connessione e si ritornerà ai processi che, si spera, faranno pulizia.
Mentre alla politica ed a chi amministra, spetta il pressante compito di adeguare con urgenza le norme su contratti e appalti nel senso di maggiore trasparenza, legalità ed anticorruzione. Al Sindacato – nel caso citato la Fiom/Cgil modenese – spetta l’ennesimo e gravoso onere delle tutele e dei diritti di quelli che appaiono troppo spesso gli ultimi anelli della catena, cioè quelli che lavorano e poi il lavoro lo perdono nel tunnel oscuro dei passaggi aziendali transfrontalieri, come il caso della General Montaggi purtroppo insegna, fusione che peraltro non appare menzionata nella documentazione camerale.

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale

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