NO. NON E' UN DOCUMENTO DELLA LEGA. LO SEGNALA LA FILLEA NAZIONALE. UN DOCUMENTO DELLA FILLEA DI VARESE

22 Mag 2009

“Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono vicini gli uni agli altri.
   Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
   Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabili antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina, ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
   Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici, ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

   No, non è un documento della Lega, ma un brano tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti dell’ottobre 1912. La relazione così prosegue:

   “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprensdonio e ignoranti, ma disposti di più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più”.

   Il brano, che indubbiamente fa riflettere, viene consigliato dalla Fillea nazionale come utile supporto alle iniziative locali della categoria contro le politiche del Governo in tema di immigrazione.

   La categoria nazionale Cgil degli edili segnala, inoltre, un documento approvato dal comitato direttivo della Fillea di Varese che parla, tra l’altro, della campagna xenofoba e razzista in atto in Italia.

Il Documento Conclusivo:

documento-conclusivo-del-comitato-direttivo-della-fillea-cgil

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