RICICLAGGIO E PARADISI FISCALI. PRIMATO MODENESE ED EMILIANO-ROMAGNOLO. BISOGNA ANDARE OLTRE I COMMENTI ALLARMATI

28 Mag 2015

Modena, 28 maggio 2015

Il mese di maggio si chiude con il quadro dei dati offerto dall’Unità Antiriciclaggio della Banca d’Italia relativi all’ultimo semestre 2014.
Numeri come sempre allarmanti. Nel solo semestre alle spalle, sono state 34.118 le segnalazioni per sospetto riciclaggio sporco e 62 quelle relative a sospetto finanziamento del terrorismo internazionale.
La stragrande maggioranza delle segnalazioni sospette provengono – sia per il panorama nazionale ma, più o meno, anche regionale – per il 95% da sportelli bancari, postali e assicurazioni; il 3% da notai; il 1,6% da gestori case da gioco e scommesse o commercio oro; solamente lo 0,2% da commercialisti, ancora meno da revisori dei conti per 0,1%; percentuale irrilevante da avvocati.
Si completa così il quadro per l’intero 2014 e nella nostra regione si conferma un allarme crescente.
Nell’ultimo anno, dall’Emilia Romagna sono state ben 4.760 le segnalazioni su sospetto riciclaggio: 5° regione in Italia, pari merito con la Toscana.
Dopo le 1.077 dalla provincia di Bologna, è seconda Modena con 692 – più di Catanzaro, Avellino, Foggia e Brianza – poi Reggio Emilia con 593, Forlì con 552…
A fronte di dati così pesanti era legittimo l’interrogativo: da questi nostri territori partono così tante segnalazioni “perchè siamo più attenti e rigorosi”? Non è così, anzi. Dal Nord Est – Emilia compresa – parte il 17,6% delle segnalazioni, che è la quota più bassa rispetto al Nord-Ovest, al Centro ed al Meridione che insieme allertano il 49% dei casi.

Quali i settori di attività economica maggiormente segnalati? In ordine decrescente: industria, edilizia, agricoltura e commercio.
Quali le tipologie di operazioni economiche segnalate maggiormente a rischio? Bonifici – sopratutto qui da noi – compra/vendita di titoli, versamenti assegni, versamenti in contante più concentrati al Centro-Sud.
Se il traffico dei bonifici è la principale criticità radicata al Nord, il rosso con forte sirena di allarme si accende nei nostri territori, aggravando la già segnalata specificità connessa ai traffici coi Paesi cosiddetti Paradisi Fiscali !
Questa evidente criticità già emersa nei report di un biennio fa, oggi esplode in un “picco” assolutamente allarmante.
Sul totale della movimentazione dei “bonifici sospetti” e segnalati, quelli provenienti da Paradisi Fiscali, vede l’Emilia Romagna nella media delle altre regioni del nord, ma con la provincia di Modena – prima ed unica in regione – nella fascia rossa che ci assegna dal 15 al 18,4% di bonifici sospetti in arrivo da quei Paesi.
Molto peggio per ciò che riguarda la quota dei bonifici verso i Paradisi.
Modena è posta nella più alta fascia in assoluto di rischio (in allegato) con l’emissione verso quei Paesi sospetti, tra il 18,3 e 32,3% del totale dei bonifici segnalati !
Anche in questo caso, Modena è al picco in Emilia e nell’intero Nord, assieme a poche province di Liguria e Piemonte.
I Paesi/Paradisi interessati ? Nell’ordine: Svizzera, Hong Kong, Turchia, Singapore. E’ evidente che le “rimesse economiche” degli immigrati che qui lavorano, non c’entrano un bel niente.

Prima che il bubbone diventi cancro, va affrontato presto e seriamente. Ma troppo raramente se ne parla !
Non basta l’encomiabile attività di indagine della Banca centrale e le conseguenti e crescenti denunce giudiziarie.
In primis, è grande problema del territorio. Delle istituzioni locali, dell’economia, delle professioni, delle forze sociali e civili che vogliono sviluppo e lavoro pulito e nella legalità. La Cgil si sente direttamente coinvolta.
E’ urgente definire una sede autorevole e rappresentativa – regionale e provinciale – che analizzi a fondo questi dati, queste tendenze, i soggetti coinvolti e destinatari, le modalità prevalenti, le possibili radici e contromisure condivise.
Le cosiddette “buone pratiche” per la crescita forte e pulita.
Sull’antiriciclaggio, oltre alle istituzioni territoriali, è evidente che occorre coinvolgere attivamente Associazioni delle Imprese, delle Banche, delle Camere di Commercio, dei Professionisti.

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale

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