SISTEMA APPALTI NELL’AGRO-ALIMENTARE MODENESE: 3,5 MILIONI DI EURO I CREDITI STIMATI PER I FACCHINI E DISOSSATORI NEGLI APPALTI INALCA (GRUPPO CREMONINI) A CASTELVETRO DI MODENA

07 Ago 2015 flai,

Sono stati stimati in 3,5 milioni di euro i crediti dei circa 200 ex soci-lavoratori del “Consorzio Euro 2000” impiegati presso il macello bovino Inalca spa di Castelvetro di Modena. A questi vanno aggiunti gli 8,0 milioni di euro stimati per i soci-lavoratori che operavano sul sito Inalca di Ospedaletto di Lodi e un milione sul sito di Rieti. Si tratta di mensilità arretrate, ratei di tredicesima e quattordicesima, ferie e permessi non goduti, periodi di preavviso, irregolarità contributive dal 2007 al 2011, TFR.
Questo è l’effetto del “buco” del Consorzio Euro 2000, ora in procinto di seguire la liquidazione coatta amministrativa.

Dopo le denunce della FLAI-CGIL sull’intermediazione illecita di manodopera degli anni ’90, Inalca mise mano all’organizzazione degli appalti costruendo l’appalto “perfetto”, un modello “pionieristico”: così veniva descritto. Un modello preso a riferimento da tante altre imprese del settore agroalimentare.

Nonostante il divieto di appaltare le lavorazioni pertinenti l’attività di trasformazione contenuto nel Contratto Nazionale dell’Industria Alimentare, gli appalti, a partire dagli inizi degli anni 2000, hanno prosperato in una girandola di società appaltatrici che hanno cambiano nome ogni qualche anno. In qeusti contesti, spesso non si è nemmeno avuta la parvenza del rispetto dei principi di mutualità e solidarietà previsti per le società cooperative: scarso o nullo il coinvolgimento dei “soci” nella vita delle società cooperative, assenza di ristorni o partecipazione agli utili, irregolarità croniche più volte segnalate dalla FLAI-CGIL.

Il Presidente del “Consorzio Euro 2000”, Pasquale D’Alterio, ha addossato la responsabilità del “buco” a Inalca, in quanto non avrebbe corrisposto la giusta remunerazione per l’appalto in corso. Inalca, dal canto suo, ha sottolineato più volte, negli incontri sindacali, di non sapere nulla di quanto stava accadendo: l’appalto “perfetto”, appunto.

Modena, 7 agosto 2015

Flai CGIL
Modena

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