CASTELFRIGO DI CASTELNUOVO RANGONE, NON SI TROVA L’ACCORDO IN PREFETTURA

01 Feb 2016 castelfrigo, filt, flai, presidio, sciopero,

Modena, 1° febbraio 2016

Si è appena concluso il tavolo di trattativa presso la Prefettura di Modena tra  Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, le cooperative in appalto Ilia e Work Service, la Direzione Territoriale del Lavoro, i sindacati Filt/Cgil e Flai/Cgil e i delegati sindacali delle aziende coinvolte, per trovare una soluzione alla protesta dei lavoratori del sito (100 dipendenti di Castelfrigo e 150 addetti alla lavorazione carni e facchini delle due cooperative) dopo lo sciopero  protrattosi per tre giorni, dal 25 al 27 febbraio scorso.

I sindacati hanno chiesto il riconoscimento di una rappresentanza sindacale di sito, la corretta applicazione dei Contratti Nazionali, la tutela dei lavoratori coinvolti nella manifestazione, la tutela dei lavoratori nel cambio appalto e l’eliminazione della trattenuta per lavaggio vestiario. Per le altre problematiche (soprattutto le condizioni lavorative) si è chiesta l’apertura di un confronto a livello di sito.

Il tavolo prefettizio si è però concluso senza accordo e con un ulteriore rinvio al tavolo sindacale presso la sede di Confindustria.
Le aziende infatti hanno accolto solo in parte le richieste relative alle applicazioni contrattuali, mentre hanno posto pesanti riserve, anche dal punto vista giuridico, sia sulla rappresentanza di sito sia sulla tutela dei lavoratori in caso di cambio appalto.

Filt/Cgil e Flai/Cgil hanno confermato a questo punto il blocco degli straordinari per valutare se le riserve poste dalle aziende possono essere sciolte nel prossimo incontro, previsto presso la sede di Confindustria nelle giornate dell’8 e 10 febbraio prossimi.

“Stiamo offrendo alla Castelfrigo, ma anche a tutte le aziende del distretto agroalimentare modenese, l’opportunità di aprire una fase nuova di confronto basata sul sito e non più sulle singole cooperative – dichiarano Giulia Grandi della Filt/Cgil e Marco Bottura della  Flai/Cgil – Ormai i problemi delle condizioni dei lavoro dei lavoratori delle cooperative, oggi in maggioranza stranieri ma in futuro sempre più italiani, sono sotto gli occhi di tutti. La contrattazione può offrire uno strumento per risolvere questi problemi, ma per partire bisogna che la controparte riconosca che l’insieme dei lavoratori del sito sono un soggetto titolato al confronto sindacale”.

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