SUINCOM CASTELVETRO MODENA, A PROCESSO PER I DANNI DA SOVRACCARICO BIOMECCANICO SUBITI DAI LAVORATORI. FLAI-CGIL AMMESSA COME PARTE CIVILE

14 Mar 2016 flai, salute sicurezza,

Modena, 14 marzo 2016

Questa mattina, presso il Tribunale di Modena, è iniziato il processo nei confronti del legale rappresentante della Suincom di Castelvetro di Modena, nonché dei responsabili per la sicurezza e dei medici competenti che, all’epoca dei fatti, in base alle indagini preliminari del Pubblico Ministero dottoressa Claudia Ferretti, avrebbero procurato danni da sovraccarico biomeccanico ai lavoratori addetti alla lavorazione delle carni. Il giudice, dottor Andrea Scarpa, ha accolto anche la richiesta della Flai-Cgil di Modena di costituirsi parte civile nel processo per il ruolo svolto dal sindacato nell’attività di denuncia, difesa e tutela dei lavoratori.

Secondo l’accusa, presso la Suincom non sarebbero state adottate adeguate misure organizzative e tecniche per ridurre i rischi da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e dell’apparato muscolo-scheletrico dei lavoratori. Tra i diversi profili di colpa, la Procura della Repubblica di Modena ritiene che sarebbero mancate le opportune rotazioni sulle singole postazioni di lavoro, la ridistribuzione dei compiti ripetitivi, le adeguate pause di riposo.
Le lesioni personali denunciate dai lavoratori riguardano periartriti, epicondiliti, tendiniti, indebolimenti permanenti degli organi della prensione, sindromi da tunnel carpale, parestesie, dita “a scatto”, blocchi funzionali.

“Questa processo – dichiara Marco Bottura della Flai-Cgil di Modena – viene reso possibile grazie alla determinazione dei lavoratori della Suincom per avere riconosciuti i loro diritti. Sono anni ormai che denunciamo che, dietro le certificazioni aziendali di cui si fanno scudo le aziende, ci possono essere condizioni di lavoro che procurano danni alla salute dei lavoratori. Crediamo che il processo che si sta per avviare – prosegue Bottura – sia emblematico di una situazione estremamente diffusa nel nostro distretto alimentare. Non solo è necessario aumentare l’attività di vigilanza, ma anche mettere in discussione il sistema degli appalti che si è consolidato in questo settore. Si tratta di un sistema che, di per sé, spinge le imprese a ricercare la competitività sul costo del lavoro e sulle condizioni di lavoro, invece che sull’innovazione e la qualità”.
I lavoratori sono assistiti dagli avvocati Lorena Ricchi e Pedro Verzani, entrambi del Foro di Modena.

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