PENSIONI: 400 MODENESI GIOVEDÌ A ROMA PER CHIEDERE DIRITTI E DIGNITÀ

17 Mag 2016 spi,

Modena, 17 maggio 2016

Sono oltre 400 i pensionati e lavoratori modenesi che dopodomani – giovedì 19 maggio – partecipano a Roma alla manifestazione nazionale organizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per chiedere la tutela del potere d’acquisto delle pensioni, la riduzione della tassazione, la separazione tra assistenza e previdenza e la modifica della legge Fornero per dare una prospettiva previdenziale certa ai giovani.
Con questa iniziativa, che si intitola “A testa alta: tutti insieme per rivendicare diritti e dignità dei pensionati”, i sindacati dei pensionati chiedono a Governo e Parlamento anche la difesa delle pensioni di reversibilità, il recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione, uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati, l’estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non-autosufficienza.
«I pensionati sono diventati il bersaglio di una politica che specula sulla loro pelle solo per fare cassa – affermano Luisa Zuffi (segretaria generale Spi Cgil di Modena), Adelmo Lasagni (segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale) e Fernanda Malavolti (segretaria generale Uilp Uil di Modena e Reggio Emilia) – Vogliamo che il governo riprenda il tavolo di confronto avviato mesi fa per trovare insieme a noi le soluzioni più adeguate che possano mettere fine a una situazione di perenne difficoltà nella quale i nostri pensionati sono costretti a vivere. Tutto ciò anche a danno dei giovani, che faticano a trovare una prospettiva lavorativa e costruirsi un futuro».
Ricordiamo che a Modena e provincia le pensioni erogate dalla sola Inps sono oltre 226 mila, per un importo medio mensile di 918 euro. Si calcola che oltre un terzo dei pensionati percepisca un assegno inferiore ai mille euro lordi al mese, coi quali è difficile vivere, soprattutto in contesti familiari gravati da malattie croniche, affitti, sostegno a figli e nipoti senza lavoro.
«Negli anni della crisi i pensionati sono stati i veri ammortizzatori sociali delle famiglie – sottolineano Zuffi, Lasagni e Malavolti – Come se non bastasse, in Italia le pensioni sono tassate il doppio rispetto alla media europea. Tra tasse e blocco della rivalutazione, i pensionati italiani versano nelle casse dello Stato 70 miliardi di euro all’anno. A parità di reddito, i pensionati versano al fisco 3 miliardi di euro in più rispetto ai lavoratori dipendenti».
I sindacati aggiungono che, per la prima volta, nel 2016 c’è stata una diminuzione delle aspettative di vita, mentre i coefficienti pensionistici prevedono un allungamento della stessa.
«È fortemente minato il futuro dei giovani che, a oggi, non possono avere certezze né sul fronte lavorativo né su quello pensionistico. Per questo – concludono i segretari di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil – noi pensionati proponiamo un patto con le future generazioni».

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