I LAVORATORI SFRUTTATI DUE VOLTE IL SISTEMA DEGLI APPALTI NEL DISTRETTO CARNI MODENESE ATTRAE OGNI TIPO DI ILLEGALITÀ

28 Gen 2017 appalti, distretto carni modena, filt, flai,

Modena, 28 gennaio 2017

 

Il passaggio di una busta contenente 5.000 euro in contanti dall’imprenditore modenese Lorenzo Levoni a Danilo Piccinini, definito consulente dei SI-Cobas e che ci risulterebbe essere un altro “furbetto” delle cooperative, seduto a fianco del leader nazionale di quel sindacato, Aldo Milani, è un’immagine che, al di là di quello che sarà accertato dalla Magistratura, è emblematica degli usi e dei modi diffusi in questo ambiente.
L’immagine è presa dal frammento di un video, senza audio, che la Procura ha proiettato nella conferenza stampa che si è tenuta ieri, presso la Questura di Modena. Il frammento è parte di una più ampia intercettazione ambientale di due ore e mezzo e di una serie di altre intercettazioni telefoniche che sarebbero scattate dal 13 gennaio scorso, data della “notizia di reato” giunta in Procura. Si deduce che, oltre alla “flagranza”, ci possano essere altre prove che contestualizzano il passaggio di quel denaro tanto da rischiare la conferma dell’arresto di Aldo Milani per estorsione. Reato gravissimo in sé, ma ancora più grave se, come dichiarato in conferenza stampa, la merce di scambio sarebbe stata la “pace sociale” che i Si-Cobas avrebbero dovuto garantire nei siti produttivi dei Levoni. In questo settore il gioco è molto sporco e, se i lavoratori sono sfruttati nel sistema degli appalti, lo sarebbero anche in questa circostanza, doppiamente, in quanto sarebbero vittime proprio di coloro che dovrebbero tutelarli.
Il sistema degli appalti che si è sviluppato nel distretto modenese, come in buona parte della filiera della macellazione, della lavorazione e della trasformazione delle carni di questo Paese, sta attraendo di ogni sorta di illegalità: imprenditori che evadono l’Iva, caporali di false cooperative, lavoratori pagati irregolarmente ed ora anche sindacalisti che incasserebbero, o si vedono passare sotto al naso buste di denaro contante per dubbi fini. Spesso sono solo i lavoratori a rimetterci, perché vengono sanzionati dall’Agenzia delle Entrate, mentre le false cooperative aprono e chiudono, le aziende committenti puntano alla prescrizione.
Lo scorso 29 novembre i delegati sindacali Cgil del distretto carni hanno pubblicamente denunciato alla Prefettura locale che le irregolarità sono sotto gli occhi di tutti, diffuse, pervasive, sistemiche. Nell’occasione è stato consegnato al Prefetto un Cd contenente un centinaio di denunce inoltrate alle autorità competenti negli ultimi dieci anni.
Apprezziamo quindi pubblicamente l’impegno delle forze dell’ordine profuso in questa indagine, e ci attendiamo la stessa tempestività, lo stesso dispiego di mezzi e la stessa trasparenza in tutti gli altri casi in cui sono le aziende ad essere indagate. Nelle inchieste della Guardia di Finanza del 2014 e del 2015, a differenza di quanto sta succedendo ora, non vengono mai fatti i nomi delle aziende coinvolte, nonostante sia stato pubblicamente chiesto.
Auspichiamo che si faccia luce al più presto su questa incresciosa e penosa vicenda di presunte estorsioni, ma auspichiamo anche altrettanta determinazione da parte di tutte le istituzioni nel contrasto alle illegalità presenti nel settore.

Marco Bottura, segretario sindacato Flai/Cgil Modena

 

Arresto esponenti Sì-Cobas, lavoratori degli appalti nel distretto carni modenese sfruttati due volte, comunicato stampa 27.1.2017

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