INFORTUNIO MORTALE IN UN CANTIERE EDILE: I SINDACATI CHIEDONO RIGOROSA APPLICAZIONE DEI PIANI DI SICUREZZA

09 Set 2008 infortunio lavoro,

Modena, 9 settembre 2008

 

Stamane un incidente mortale in un cantiere edile del centro storico di Modena in via Ganaceto ha stroncato la vita di un lavoratore di una azienda di impiantistica impegnato in lavori per la ristrutturazione di palazzo Campori.

Il lavoratore è rimasto schiacciato da un carico che si è sganciato dalla gru del cantiere.

La dinamica dell’incidente, al vaglio degli organismi di vigilanza, che ha provocato la morte del lavoratore mette in evidenza come, con ogni probabilità, non siano state effettuate le procedure per la valutazione dei rischi connessi all’attività in corso.

Le norme di prevenzione prevedono che l’area di carico debba essere delimitata, questo al fine di rendere impossibile che qualcuno accidentalmente si trovi sotto a carichi sospesi.

Ciò nonostante la tragedia si è verificata ed è evidente come sia necessario, soprattutto alla luce del fatto che in un cantiere edile sono molteplici i soggetti che contemporaneamente vi operano, che le norme vengano applicate con rigore e precisione, a partire appunto dai piani per la sicurezza che devono essere quanto più possibile precisi e completi.

E’ evidente che quando si determinano incidenti sul lavoro, soprattutto se mortali, qualcosa non ha funzionato e non è accettabile che un tale evento sia imputato al caso.

Per questo la richiesta che i Sindacati da tempo avanzano di una rigorosa applicazione del D.lgs 81/2007 che ha introdotto importanti norme per la determinazione delle interferenze fra i soggetti che operano all’interno dei luoghi di lavoro (come nel caso di questo cantiere edile), deve diventare elemento prioritario per la concessione dell’avvio dei lavori.

Va quindi perseguita con determinazione una strada che da un lato renda sempre più precisa e rigorosa l’applicazione delle norme e dall’altra la ricomposizione del ciclo produttivo con il contenimento di una distorta proliferazione dei subbapalti.

Di fronte alla catena di morti bianche – dall’inizio dell’anno in Italia sono 725 i morti sul lavoro e 3 a Modena – i Sindacati continueranno con determinazione a rivendicare il primato della tutela della vita e dell’integrità dei lavoratori sulle logiche della produzione e ci aspettiamo dalle associazioni imprenditoriali una analoga determinazione.

Di fronte a questo ennesimo evento mortale appare ancora più irresponsabile la posizione di chi tende a operare per depotenziare le norme e le strutture preposte alla vigilanza che operano per prevenire le morti sul lavoro.

CGIL CISL UIL di Modena esprimono le più sentite condoglianze e sono vicini ai familiari del lavoratore rimasto vittima dell’incidente.

 

 

CGIL CISL UIL Modena

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