SCOPERTA UNIMORE SU MALATTIE NEURODEGENERATIVE: ALLA QUALITÀ DELLA RICERCA SI AFFIANCHI LA QUALITÀ DEL LAVORO DEI RICERCATORI PRECARI

11 Lug 2019 finanziamenti, flc, malattie neurodegenerative, precari, ricerca, ricercatori, scoperta scientifica, stabilizzazione, unimore, università,

Arriva da Unimore la notizia che fa ben sperare per i progressi scientifici nella conoscenza dei meccanismi che originano patologie sempre più diffuse come Alzheimer, Parkinson e Sla.
Questo a conferma di quanto sia fondamentale il settore della ricerca pubblica (con anche il contributo di altre agenzie e soggetti, in questo caso) per il benessere di tutti noi.
Ci vogliamo però concentrare su un aspetto della faccenda, riportato dalla direttrice del gruppo di ricerca: “A questa scoperta –sottolinea la prof.ssa Serena Carra di Unimore – mi piace ricordare, si è giunti grazie alla passione e perseveranza di personale altamente qualificato, che nonostante sia impegnato in queste delicate ricerche, non è assunto in modo stabilizzato”.
“Non resta che sperare – conclude la prof.ssa Serena Carra di Unimore- che una politica lungimirante, anche a livello locale, riconosca l’impegno e la qualità del lavoro portato avanti dai nostri numerosi giovani ricercatori fra tante difficoltà e che ci si applichi a tutti i livelli al fine di attuare programmi di finanziamento meritocratici e trasparenti che permettano di stabilizzare la posizione di questi giovani ricercatori precari e portare avanti progetti di ricerca che come questo hanno un impatto internazionale, i quali altrimenti rischiano ad oggi di spegnersi nel loro momento di massimo splendore”.

Ecco, ci pare una dichiarazione importante perché descrive un quadro ampiamente diffuso in tutti gli Atenei italiani, con ricercatori altamente qualificati che operano su progetti di ricerca importantissimi e delicati, ma senza nessuna garanzia sul proprio futuro lavorativo, con scarsissime tutele e retribuzioni inadeguate.
Importante poi perché richiama alle responsabilità della politica (a tutti i livelli) e – aggiungiamo noi – degli organi di governo dell’Ateneo e dei suoi Dipartimenti nel garantire piena dignità e diritti – anziché sfruttamento e dequalificazione – alle centinaia e centinaia di figure precarie della ricerca (assegnisti, interinali, dottorandi, docenti a contratto, collaboratori, ecc..) che operano in Unimore, e nelle altre università del Paese.
I tanti governi che si sono succeduti negli anni, di ogni segno e colore, non sono stati in grado di dare risposte concrete. Un paese che si vanta di essere tra le prime potenze economiche non può permettersi questo stato di cose.
L’università e la ricerca hanno bisogno di risposte concrete.

Claudio Riso, segretario sindacato Flc/Cgil Modena

 

Modena, 11/7/2019

image_print

Articoli correlati

14 Lug 2026 cgil

LAMPI – 2 AGOSTO 1980 | PRESENTAZIONE DEL PODCAST DI SARA POLEDRELLI

Una ricostruzione storica tenace e minuziosa sulla strage di Bologna del 2 agosto 1980 che intreccia la vita di Rolando […]

13 Lug 2026 apofruit

ELEZIONI RSU APOFRUIT VIGNOLA: FLAI CGIL DI MODENA, SI CONFERMA PRIMO SINDACATO

Si sono svolte il 10 luglio le elezioni per il rinnovo della Rappresentanze Sindacali Unitarie presso la sede di Vignola […]

10 Lug 2026 atersir

GESTIONE DEI RIFIUTI, LA CGIL DICE NO AD AUMENTI DI TARIFFE PER FAMIGLIE, LAVORATORI E PENSIONATI

In relazione ai possibili aumenti delle tariffe dei rifiuti, così come paventato nell’articolo odierno della Gazzetta di Modena, in merito […]