CARCERE SANT’ANNA: SI FACCIA LUCE SULLA RIVOLTA DEL MARZO SCORSO COSTATA LA VITA A 9 DETENUTI

21 Dic 2020 carcere sant'anna, cgil modena, fp, quotidiano domani, rivolta,

Il quotidiano Domani riporta oggi, in prima pagina, un articolo che riferisce di un esposto da parte di alcuni detenuti presenti nel carcere di Modena durante la rivolta del marzo scorso. Fu una vicenda tragica, alla fine della quale si registrarono purtroppo ben nove vittime, un epilogo inaccettabile.
L’esposto richiamato, che sarebbe stato presentato alla Procura di Ancona, secondo quanto riportato dal quotidiano, denuncerebbe gravissimi episodi avvenuti nel carcere modenese, durante il trasferimento ed anche al momento dell’inserimento dei detenuti nel carcere di Ascoli Piceno, ad opera delle forze di polizia impegnate nell’azione di contenimento della rivolta.
E’ a nostro avviso necessario che la Magistratura appuri al più presto la veridicità dei fatti denunciati. Ciò a garanzia e tutela sia dei detenuti che sarebbero stati vittima degli abusi, sia delle forze dell’ordine coinvolte, impegnate in quella difficilissima fase della vita delle carceri.
Non possono su questioni di tale rilevanza e gravità rimanere ombre o dubbi.
Ciò detto, esprimemmo anche all’epoca dei fatti la grave preoccupazione per il contesto generale riguardante la condizione complessiva delle carceri nel nostro paese ed anche nel carcere S. Anna di Modena. Alla pesantissima condizione di sovraffollamento si è sommata l’emergenza Covid, senza che nel frattempo siano arrivate a definizioni scelte di natura strutturale ed una improcrastinabile azione riformatrice, in grado di alleggerire la situazioni delle carceri, oltre a ricondurla al dettato della nostra Carta Costituzionale.
Lo stato di abbandono e la lontananza – come da anni denunciamo – del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria dagli istituti penitenziari e da tutte le figure professionali che ci lavorano, produce condizioni di lavoro che troppo spesso vanno ben oltre il livello di tollerabilità. Le mancate risposte rispetto alle richieste di ampliamento degli organici e adeguamento delle strutture pregiudica la possibilità di salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori coinvolti, ed anche quella di chi è detenuto, oltre a comprometterne le condizioni di detenzione e la tutela dei diritti di questi ultimi.
Ribadiamo quindi l’assoluta necessità che le istituzioni e le forze politiche, anche della nostra città e della nostra regione, assumano su di sé una diversa volontà di approccio alla situazione carceraria, affinché fatti gravissimi come quelli accaduti a marzo non abbiano più a ripetersi.

Cgil Modena
Fp Cgil Modena

 

Modena, 21/12/2020

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