I SINDACALISTI DELLA FLC/CGIL CONSEGNANO DOMANI AL PREFETTO LA PETIZIONE “DIFENDIAMO L’ISTRUZIONE PUBBLICA!”

22 Ott 2008 flc,

Modena, 22 ottobre 2008

 

 

Saranno ricevuti domattina giovedì 23 ottobre alle ore 10.30 dal Prefetto di Modena, dottoressa Giuseppina De Rosa, i rappresentanti del sindacato scuola-università FLC/CGIL per la consegna delle oltre 10.400 firme raccolte da fine agosto a oggi a sostegno della petizione “Difendiamo l’istruzione pubblica”.

La petizione che, ha raccolto in questi mesi il sostegno di tantissimi docenti, genitori e cittadini modenesi, chiede la modifica degli articoli della legge 133/08 relativi ai tagli a scuola-università, e il ritiro del decreto Gelmini sul maestro unico e la cancellazione del tempo pieno e della proposta di legge Aprea sulla riforma dello stato giuridico dei docenti.

I sindacalisti della FLC/CGIL esprimeranno al Prefetto la preoccupazione per gli effetti disastrosi dei provvedimenti governativi che porteranno appunto alla cancellazione del tempo pieno alle elementari e del tempo prolungato alle medie, il ritorno al maestro unico nella scuola primaria, la riduzione delle ore di insegnamento, l’aumento sino a 32-33 alunni per classe, tagli per 8 miliardi nel prossimo triennio con riduzione di 87.341 insegnanti e 42.500 addetti Ata, blocco delle immissioni in ruolo che alimenteranno ancor più il precariato.

Si esprime inoltre preoccupazione per lo smantellamento dei servizi amministrativi di supporto con il rischio di esternalizzazione per le funzioni svolte dai collaboratori scolastici, l’introduzione del nuovo sistema di reclutamento e il nuovo stato giuridico dei docenti definito al di fuori del legittimo iter normativo.

I provvedimenti governativi introducono anche preoccupanti tagli per l’università, 1.500 milioni di euro nei prossimi 5 anni con blocco delle assunzioni (2 assunzioni ogni 10 pensionamenti).

Previsto inoltre, il taglio agli stipendi e ai fondi di produttività che premiano il merito di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo, e l’aumento delle tasse per gli studenti per ripianare il taglio dei finanziamenti.

Preoccupante anche l’idea di privatizzare Istituti e Università trasformandoli in Fondazioni di diritto privato, regalando fondi e patrimonio immobiliare a soggetti privati che decideranno cosa insegnare e su cosa fare ricerca.

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