METALMECCANICI: LE RSU FIOM SCIOPERANO CONTRO LA RIFORMA DEI CONTRATTI E LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO

27 Ott 2008 mobilitazione, presidio, sciopero,

Modena, 27 ottobre 2008

 

 Dopo le fermate di un’ora la scorsa settimana alla Terim di Baggiovara, alla CPS Color di San Felice e alla Wam di Cavezzo, le RSU FIOM/CGIL di diverse aziende metalmeccaniche modenesi hanno proclamato 2 ore di sciopero per domani martedì 28 ottobre con presidio davanti ai cancelli per protestare contro le linee guida di riforma del modello contrattuale di Confidustria e contro la manovra economica del Governo che non sostiene il potere d’acquisto dei salari in una difficile congiuntura economica come quella attuale.

Dalle ore 9 alle 11 sono previste fermate alla Rossi Motoriduttori, Caprari, Italkero, Salami, Stilma, OCS, Giugni, Safim, Belloi & Romagnoli, Annovi & Reverberi, PFB, CFR, Atos e Tetrapak. Sindacalisti e lavoratori in sciopero di queste aziende si concentreranno in presidi davanti alla Rossi Motoriduttori e all’Annovi & Reverberi.

Stessa mobilitazione anche a Carpi giovedì 30 ottobre, quando si fermeranno per due ore dalle ore 10 alle 12 i lavoratori di Sueri, Omga, Centauro, Emmegi, Angelo Po, Goldoni e Zadi. Il presidio è previsto davanti alle aziende sulla Carpi/Ravarino Sueri, Omga e Centauro.

I delegati delle aziende metalmeccaniche rivendicano provvedimenti anti-crisi da parte del Governo a cominciare da interventi fiscali  a favore dei redditi da lavoro dipendente, e chiedono il ritiro dei provvedimenti governativi che prevedono ingenti tagli per scuola, sanità e pubblico impiego, con conseguente riduzione dei servizi pubblici e del welfare.

Inaccettabile anche l’attacco del Governo al diritto di sciopero con le forti limitazioni previste del disegno di legge del ministro Sacconi sui servizi di pubblica utilità.

Deciso anche il no alle linee guida di riforma dei contratti della Confindustria condivise da Cisl e Uil. La proposta di riforma confindustriale prevede una riduzione programmata dei salari a livello di contratto nazionale, mentre non si potenzia la contrattazione di secondo livello con il rischio che anche la contrattazione aziendale consolidata nelle nostre realtà sia messa a rischio.

Le RSU FIOM/CGIL ribadiscono inoltre che in relazione alla riforma della contrattazione l’ultima parola spetta ai lavoratori destinatari dell’accordo stesso e che qualsiasi accordo siglato, per definirsi tale, debba essere sottoposto al vincolo del voto certificato dei lavoratori interessati.

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