LICENZIAMENTO IMMOTIVATO ALLA COOPERATIVA MONTERASINO DI FIUMALBO

02 Lug 2010

Pievepelago, 2 luglio 2010

 

 

Licenziamento illegittimo e immotivato, quello di R.M. custode da due anni dell’isola ecologica intercomunale della Piana di Fiumalbo che gestisce la raccolta differenziata dei 3 Comuni dell’Alto Appenino (Fiumalbo, Pievepelago, Riolunato). Queste le motivazioni con cui la Cgil di Pavullo ha impugnato il licenziamento effettuato dalla cooperativa sociale Monterasino di cui è presidente il parroco di Fiumalbo don Luciano Benassi.

“Stupisce che in un periodo di crisi e di maggiore difficoltà a trovare lavoro – commenta Claudio Pasquesi della Fp/Cgil di Pavullo – proprio una cooperativa di emanazione della parrocchia non abbia alcuna attenzione ai problemi sociali, e non metta in pratica quei principi di solidarietà che sono al centro della stessa missione pastorale della Chiesa cattolica”.

I fatti si riferiscono a uno dei tanti (sic!) casi di licenziamenti che in questi anni di crisi si abbattono sui lavoratori. Per questo la vicenda di R.M. è una delle tante, se non fosse che a licenziare senza alcun riguardo alle conseguenze per questa lavoratrice, è proprio una cooperativa che fa capo alla parrocchia e che dovrebbe praticare concretamente i valori della solidarietà!

La cooperativa Monterasino ha infatti licenziato la lavoratrice per il venir meno dell’incarico di gestione della stazione ecologica intercomunale che dal 1° febbraio 2010 i 3 Comuni hanno dovuto obbligatoriamente trasferire ad Hera Spa, e questa a sua volta ha assegnato l’appalto ad una nuova cooperativa L’Ontano.

“La Monterasino ha licenziato la lavoratrice con decorrenza 23 gennaio 2010, una settimana prima del subentro della nuova società appaltatrice. Se la lavoratrice non fosse stata licenziata avrebbe avuto il diritto ad essere assunta dalla cooperativa L’Ontano per effetto delle norme contenute nel contratto nazionale e provinciale delle cooperative sociali che prevedono il passaggio dei lavoratori con il cambio d’appalto”.

“Ci saremmo aspettati da don Luciano una sensibilità diversa – continua Pasquesi – e una più chiara e decisa posizione da parte del rappresentante sindacale dell’Unione Cooperative”.

“Salvare questo posto di lavoro era possibile – continua Pasquesi – e sarebbe stato un atto di aiuto concreto verso una lavoratrice che già godeva di un impiego part time (solo 12 ore settimanali) e di una modesta retribuzione”.

E’ vero quanto sostiene la Monterasino sulla cessazione dell’attività ed è vero che date le piccole dimensioni della cooperativa non era in grado di soddisfare i requisiti richiesti da Hera per l’appalto, ma ciò nonostante si è preceduto con la soluzione più facile del licenziamento scaricando le conseguenze sui soggetti più deboli.

Due tentativi di conciliazione sono andati finora a vuoto con la cooperativa Monterasino, ma la Fp/Cgil è intenzionata ad andare avanti e a chiedere i danni per un licenziamento che considera illegittimo !

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