23 Lug 2010
Castelfranco Emilia, 23 luglio 2010
Cresce la rabbia e la preoccupazione dei lavoratori della cooperativa sociale “Àncora” di Bologna per le numerose e consistenti inadempienze contrattuali e salariali da parte della cooperativa verso gli oltre 50 lavoratori operanti sino al maggio scorso presso le due case protette “Dalla Chiesa” di Ravarino e “Delia Repetto” di Castelfranco Emilia.
Già mesi fa Fp/Cgil aveva denunciato inadempienze contrattuali relative a mancati adeguamenti previsti dal CCNL e sull’erogazione del premio di risultato previsto dal Contratto Integrativo Provinciale.
A questa situazione se ne è aggiunta un’altra ancora più pesante. Nonostante da maggio 2010 – quando a fronte di una nuova gara d’appalto ad “Àncora” subentrano nella gestione delle case protette nuove cooperative – i lavoratori non siano più dipendenti della coop, la stessa non ha ancora pagato spettanze quali Tfr, ratei di 13^, ferie e permessi non goduti. Per quanto la cooperativa fosse vincolata al rispetto pieno del CCNL dal capitolato d’appalto.
Fp/Cgil ha chiesto ad “Àncora”, ma anche all’Asp (Azienda di Servizi alla Persona) di Castelfranco Emilia che è titolare dell’appalto ed è responsabile in solido in caso di inadempienze della cooperativa appaltatrice, di provvedere al pagamento di quanto dovuto.
Ma la stessa Asp e i Comuni soci (quelli del distretto di Castelfranco Emilia) non stanno facendo quanto dovuto per risolvere il problema, benché siano obbligati dal Codice Civile.
“Val la pena ricordare la situazione insostenibile per questi lavoratori e le loro famiglie – spiega Marco Bonaccini segretario Fp/Cgil Modena – lavoratori che mediamente sono in credito con la cooperativa fra i 4 e i 5.000 euro a testa, a fronte di un guadagno di 1.000 euro al mese facendo i turni e i festivi”.
“Sino ad oggi – continua il sindacalista – sindacato e lavoratori hanno dimostrato senso di responsabilità, sia verso le nuove cooperative subentrate che non hanno responsabilità su queste rivendicazioni, ma soprattutto verso gli utenti delle case protette, e perciò non hanno dato vita a forme di protesta con astensioni dal lavoro”.
Ma se in tempi brevi – né Ancora, né Asp, né i Comuni soci si dimostreranno disponibili a risolvere il problema – il sindacato sarà costretto per tutelare i lavoratori a presentare denuncie con richieste danni che potrebbero pesare, nel caso di Asp, anche sulle finanze pubbliche.
FP/Cgil Castelfranco

