ASSINDATCOLF/ PARTITA REGOLARIZZAZIONE: ANCORA MOLTE COSE DA CHIARIRE

12 Set 2009

“A 10 giorni dall’inizio della regolarizzazione dei lavoratori domestici, restano da chiarire ancora non pochi aspetti legati alla nuova normativa: proprio per questo, molti datori di lavoro hanno “congelato” la propria domanda di emersione”. Lo segnala in una nota del 10 settembre Assindatcolf, Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, aderente a Confedilizia.

“Un importante problema da risolvere”, segnala la nota, “è collegato al programma per la predisposizione delle domande di emersione. Infatti lo stesso non permette di evidenziare alcune categorie contrattuali ricorrenti nella pratica (lavoratore convivente con datore di lavoro avente la residenza in un luogo e domicilio in un altro; lavoratore convivente con un assistito che ha un domicilio diverso da quello di residenza del datore di lavoro). Cosa questa enormemente dannosa per il datore di lavoro che non può assumere correttamente il proprio lavoratore e che col programma attuale dovrebbe rilasciare dichiarazioni forzate dal software non corrispondenti al vero con le annesse responsabilità anche penali che ne conseguono”.

“Ulteriore scoglio da superare”, segnala ancora Assindatcolf, “è quello rappresentato dal limite di reddito necessario per assumere un collaboratore domestico: l’attuale formulazione della norma ne preclude la possibilità a coloro che non hanno un reddito minimo di 20.000 (o 25.000) euro, non contemplando l’ipotesi, invece comune, che tali soggetti ricevano un aiuto economico dai parenti non conviventi (genitori anziani autosufficienti che vivono da soli e che ricevono un sostegno finanziario dai figli per avere qualcuno che si occupi di loro e della loro casa).”

“Un’altra ricorrente preoccupazione è data dall’incertezza relativa all’entità della somma da pagare per gli obblighi previdenziali dovuti per i periodi di lavoro irregolare iniziati prima dell’1.4.’09 (non coperti dal contributo forfetario di 500 euro). La norma, infatti, rinvia la questione ad un decreto ministeriale ancora non emanato”.

“Un cenno a parte merita, infine, la questione alloggiativa dello straniero irregolare. Infatti – evidenzia Assindatcolf – la procedura di regolarizzazione non considera la situazione del soggetto terzo (rispetto al datore di lavoro e al lavoratore) che ospita nel proprio alloggio, a qualsiasi titolo, lo straniero in fase di regolarizzazione. In casi come questo, la dichiarazione di emersione – dovendo il datore indicare la “situazione alloggiativa del lavoratore” – finisce per essere niente altro che una denuncia nei confronti dell’ospitante/locatore per i reati che commette concedendo l’alloggio ad uno straniero privo di titolo di soggiorno: reati non sospesi dalla regolarizzazione”.

Assindatcolf, nell’informare che ha già segnalato tali problematiche alle sedi ministeriali competenti, “si augura che al più presto tali nodi vengano sciolti”.

image_print

Articoli correlati

14 Gen 2026 commissariamento

SCUOLA, I SINDACATI CONTRO GLI ACCORPAMENTI: “SCELTE DI BILANCIO CHE PENALIZZANO LA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE”

Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua di Modena esprimono una netta e ferma opposizione al piano di dimensionamento […]

13 Gen 2026 ccnl metalmeccanici

IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO INDUSTRIA METALMECCANICA E DELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI

Consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori interessatiFim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil stanno promuovendo a livello territoriale nei luoghi […]

12 Gen 2026 centro diesel car

OFFICINA CENTRO DIESEL CAR MODENA, SCIOPERO STAMATTINA CONTRO IL FERMO DELL’ATTIVITA’ PRODUTTIVA

Sciopero di un’ora con presidio stamattina dalle ore 11 alle 12 (in FOTO), dei lavoratori del Centro Diesel Car Srl, […]