BELLENTANI, QUESTA MATTINA IL PRESIDIO DAVANTI ALL’ISPETTORATO DEL LAVORO – CGIL, NECESSARIO UN ACCORDO QUADRO PER TUTTO IL TERRITORIO

09 Ago 2019 bellentani, flai, gruppo citterio, presidio, sciopero, vignola,

Il presidio dei lavoratori in sciopero occupati nel sito della “G. Bellentani 1821” di Vignola (MO) in corso dal pomeriggio di lunedì 5 agosto si è spostato questa mattina davanti all’Ispettorato del Lavoro di Modena per chiedere la verifica di episodi di sostituzione di lavoratori in sciopero e di etero-direzione dell’appalto segnalati dalla Flai/Cgil nei giorni scorsi.

Secondo la normativa vigente le attività appaltate devono avere il requisito dell’autonomia organizzativa e gestionale, ma spesso le aziende committenti considerano tali attività sotto il loro pieno controllo tanto da dislocare il personale secondo le proprie opportunità permettendo lavorazioni in commistione tra lavoratori dipendenti e lavoratori in appalto. Questa pratica, se venisse accertata, non solo costituirebbe un comportamento antisindacale perché vengono sostituiti lavoratori in sciopero, ma sarebbe anche una prova che l’appalto è irregolare. Secondo le notizie ricevute in mattinata dall’Ispettorato del Lavoro di Modena le verifiche sono già in corso, nonostante il personale sotto organico e le difficoltà organizzative del periodo feriale.

Nonostante i cinque giorni di sciopero il nodo dei problemi avanzati dai lavoratori del sito Bellentani rimangono ancora senza risposta, in quanto la direzione aziendale ha più volte ribadito l’intenzione di procedere comunque verso l’ottavo cambio appalto in pochi anni, portando all’esasperazione i lavoratori coinvolti con il recupero degli arretrati e il TFR. Nel corso degli anni l’abbassamento del prezzo sugli appalti è stato di volta in volta realizzato dalle società appaltatrici o con retribuzioni irregolari o con gruppi nazionali coinvolti in frodi fiscali milionarie (si vedano le cronache relative al Gruppo Alma e alle frodi fiscale in cui sono stati coinvolti dirigenti come Luigi Scavone).

Il recentissimo cambio appalto per le attività di pulimento realizzato lunedì 5 agosto e che ha scatenato l’attuale vertenza, da “Europa System” a “Mpm”, è stato effettuato con una forzatura aziendale imponendo alle lavoratrici una retribuzione dal 30% al 40% inferiore rispetto alla precedente. Il prossimo cambio appalto per le attività di produzione e confezionamento, in programma intorno agli inizi di ottobre e che riguarda un numero maggiore di lavoratori (circa 170), da “Fidelium” a una nuova società appaltatrice ancora da identificare, è quello che spaventa di più perché l’attuale “Fidelium” ha un prezzo dell’appalto compatibile con il rispetto delle retribuzioni previste dal Contratto Nazionale dell’Industria Alimentare ed è noto che l’azienda committente sta cercando un appalto a prezzi inferiori.

“Auspichiamo che l’incontro previsto per lunedì 12 agosto presso la Prefettura di Modena porti delle risposte concrete ai lavoratori – dichiara Cesare Pizzola della segreteria della Cgil di Modena – Ormai le numerose vertenze sindacali nelle realtà industriali che scelgono di appaltare le attività produttive dimostrano che questo modello porta inevitabilmente a forme di sfruttamento del lavoro. E’ necesssario un accordo quadro territoriale per evitare di intervenire solo sulle emergenze. L’uso degli appalti andrebbe limitato a partire dal rispetto rigoroso delle norme già contenute in molti Contratti Nazionali di Lavoro. In questo senso è positiva l’apertura del tavolo istituzionale provinciale del settore carni annunciata dal presidente della provincia Tomei”.
“Sono necessarie delle regole di salvaguardia minima per i lavoratori – continua Pizzola – Molte aziende infatti stanno cercando competitività puntando sulla manodopera che, con le sempre minori tutele previste dalle leggi, finesce inevitabilmente sotto ricatto, come nel caso della Bellentani. Sul tema degli appalti non bastano più le parole, sono necessari i fatti. Le pratiche irregolari e perfino illegali favoriscono infatti un sistema che mette a rischio le eccellenze dei nostri comprensori, da quello alimentare a quello meccanico o ceramico.”

Cgil e Flai Cgil
Modena

Modena, 9/8/2019

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