IL CARICO DEI MEDICINALI MODENESI PER IL CAMPO PROFUGHI KURDO E’ ANCORA BLOCCATO. STUPEFACENTE ED IMPRATICABILE LA RISPOSTA DEL CONSOLATO ITALIANO

23 Apr 2019 campi profughi kurdi, kurdistan, verso il Kurdistan-onlus,

E’ noto che lo scorso mese ci fu il sequestro – senza il rilascio di nessun verbale! – dei quattro valigioni colmi di medicinali, raccolti e partiti da Modena, destinati all’ambulatorio interno al Campo dei profughi kurdi,in territorio nord irakeno.

La nostra delegazione rappresentava la ONLUS “Verso il Kurdistan”, sostenuta anche dalla Cgil modenese, che da alcuni anni opera in quel Campo di Makhmura, che raccoglie circa 15.000 profughi kurdi scacciati dalla Turchia e formalmente protetto dall’ONU-UNHCR.
In particolare ci occupiamo delle emergenze che colpiscono anche l’ambulatorio: acqua super inquinata, mancanza di energia elettrica, carenza di medicinali ed attrezzature sanitarie.

Dopo il nostro rientro in Italia, si sono attivati due urgenti canali per chiarire e sbloccare il sequestro delle medicine.

  • Una lettera urgente del Sindaco di Modena al Ministro degli Esteri italiano, per sollecitare un intervento di sblocco. Ma finora risulta nessun segno di risposta da Roma!
  • Una nota della nostra Onlus al Consolato Italiano di Erbil – nord Iraq, per sollecitare un intervento diplomatico effettivo, in nome delle urgenze umanitarie di Makhmura.

Il nostro Consolato ci risponde declinando e descrivendo, con precisione diplomatica, il zig-zag-iter-rebus che dovremo eseguire per portare quelle utili medicine a destinazione! Nello specifico.
“[…] Prima di portare ‘aiuti nei villaggi profughi’ in Iraq occorre”:
1. “Mandare preventivamente al Governo Regionale di Erbil la lista dettagliata dei beni, divisi per categoria, con il nome commerciale delle singole confezioni” (!?).
2. “Tale lista va inviata in lingua araba e kurda” (!?).
3. “Le merci devono essere accompagnate dal “certificato di origine” rilasciato dalle aziende produttrici. Anche esso in lingua araba e kurda” (!?).

Dopo che, semmai, avremo percorso questo autentico labirinto, il nostro Consolato ci offre la soluzione per le medicine modenesi bloccate:
4. “Qualora la documentazione sia ritenuta corretta, i medicinali sotto sequestro saranno restituiti per la definitiva consegna al Campo profughi di Makhmura” (!!).

La non risposta, finora, del Ministro Esteri di Roma significa che si condivide l’impossibile percorso indicato dal suo Console in Iraq? Un percorso reso così “facile” per sostenere le emergenze umanitarie? Sostenere così il lavoro volontario di una Onlus riconosciuta ed operante in un campo profughi dell’ONU?

Franco Zavatti (Cgil Modena) aderente alla Onlus “Verso il Kurdistan”

Modena, 19/4/2019

 

Servizio del Tgr ER, edizione del 22/4/2019 delle ore 14.00

 

Servizio del Tg Trc Modena, edizione del 20/4/2019 delle ore 19.30

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