CGIL MILANO/I LAVORATORI STRANIERI I PIU' DISCRIMINATI

18 Giu 2009

  I lavoratori stranieri sono maggiormente discriminati. Concordano su questo i 200 lavoratori italiani e stranieri della Cgil di Milano (nell’ordine il 42,9% e il 57,1% del campione) intervistati dall’Ires per una ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana sulla percezione delle discriminazioni subite dagli immigrati nel mondo del lavoro e più in generale sul ruolo dei lavoratori stranieri. La discriminazione si manifesta come insulto razzista, mobbing, mancanza di rispetto per le convinzioni religiose, deformazione del nome e irregolarità contrattuale.
   Nella classifica degli elementi più importanti per essere apprezzati nel luogo di lavoro gli italiani mettono al primo posto impegno e affidabilità e gli stranieri la nazionalità italiana.
   L’immigrazione  è una risorsa per l’84,5% degli italiani e per il 95,5% degli stranieri.
   Il 71,2% degli italiani pensa che l’incontro tra le culture è l’aspetto più  positivo di una società multietnica. Inoltre, si mostrano ben disposti verso l’idea della regolarizzazione degli immigrati in nero (78,8%).
   Sia gli italiani che gli stranieri mettono ai primi posti tra i motivi della presenza di lavoratori immigrati irregolarmente soggiornanti la normativa restrittiva (37,9 degli italiani e 39,8% degli stanieri) e il basso costo della manodopera (22,7% e 25,0%).
   Sia gli italiani che gli stranieri, ma soprattutto questi ultimi, si dicono soddisfatti del rapporto con il sindacato.

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LA RICERCA:
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