COSA C’È DIETRO UN’OFFERTA SPECIALE?

20 Mag 2010 filcams, nidil,

Modena, 20 maggio 2010

Negli ipermercati e supermercati modenesi cresce sempre di più la figura del cosiddetto promoter, ovvero lavoratrici e lavoratori che, soprattutto nel fine settimana, promuovono con diverse modalità alcuni tra i prodotti in vendita.

Sono persone che spesso mentre facciamo la spesa superiamo con assoluta indifferenza, senza nemmeno valutare che si tratta di lavoratori come gli altri.

Oltre a proporci pannolini e formaggi, vini e detersivi, tra le attività dei promoter vi è anche l’allestimento degli scaffali coi prodotti di un determinato fornitore, di cui non sono però dipendenti, così come non sono dipendenti del supermercato in cui operano.

Il rapporto di lavoro  – “occasionale” anche quando dura da 10 anni – è con le cosiddette “agenzie”.

E’ un settore dove trionfano le retribuzioni irrisorie: 40/50 euro lordi al giorno in base soprattutto agli obiettivi raggiunti. Gli orari sono massacranti (sino a 13 ore consecutive al giorno) e dove spesso è latitante la sicurezza sul lavoro. E dove in generale vige il disprezzo delle regole, l’illegalità e la truffa ai danni di lavoratori e lavoratrici spesso in condizione di grande debolezza.

Ad esempio, la modesta retribuzione di un promoter viene definita con contratti individuali, che prevedono il pagamento fino a 90 giorni dalla prestazione. Quando l’attività cessa quasi sempre questi tempi si dilatano all’infinito, e diventa necessario rivendicare tramite il sindacato le proprie spettanze. Molto spesso però la fitta ragnatela di aziende che appaltano e subappaltano tra di loro rende impossibile il recupero del dovuto.

Anche il rapporto con le aziende della Grande Distribuzione che li “ospitano” è per i promoter complesso. Può capitare di essere allontanati all’improvviso, dopo anni di presenza tra le corsie, senza nessuna spiegazione e soprattutto senza il diritto alla difesa. Si può essere allontanati perché si beve da una bottiglietta, perché si abbandona la posizione per andare in bagno, perché si viene accusati (senza prova alcuna) di furto.

E’ una situazione intollerabile !!!

Le Organizzazioni Sindacali chiedono alla Grande Distribuzione l’apertura di un tavolo di confronto che abbia l’obbiettivo far cessare gli abusi, e affermare la legalità anche per queste lavoratrici e lavoratori.

I temi sono moltissimi: la garanzia di lavoro regolare, con retribuzioni eque corrisposte in tempi decenti, la sicurezza sul lavoro e la formazione alla stessa, la garanzia che i promoter non vengano discriminati per nessun motivo.

Chiediamo che le aziende modenesi della Grande distribuzione si facciano garanti dei crediti che questi lavoratori vantano verso le agenzie che li ingaggiano, attraverso il versamento di una fideiussione delle agenzie a favore dei promoter in caso insolvenza.

Una scelta di questo tipo renderebbe il mercato meno inquinato da soggetti che fanno lavorare centinaia di lavoratori senza pagarli, per poi chiudere e riaprire il giorno dopo con altro nome, riprendendo la stessa attività presso il medesimo cliente.

Ecco cosa c’è, spesso, dietro un’offerta speciale.

L’auspicio dei Sindacati è quello di riuscire a definire, con la Grande distribuzione, modalità di intervento che riportino al centro la legalità ed il rispetto dei diritti di centinaia di lavoratrici e lavoratori nella provincia di Modena.

Sindacati lavoratori Atipici    Felsa/Cisl         NIdiL/Cgil    Cpo/Uil   Modena

Sindacati Commercio Fisascat/Cisl         Filcams/Cgil   Uiltucs/Uil    Modena

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