DA COCA COLA, NO ALLA MATURAZIONE DEI RATEI DEGLI ISTITUTI CONTRATTUALI E ALL’INTEGRAZIONE PER I DIPENDENTI IN CASSA

29 Apr 2020 area commerciale nord est, cassa integrazione, coca cola, flai, integrazione economica, ratei contrattuali,

A metà marzo il Gruppo Coca Cola HBC Italia ha attivato la cassa integrazione per crisi legata all’emergenza Covid 19, che interessa gran parte dei circa 200 dipendenti dell’area commerciale Nord Est di cui fanno parte anche Modena e l’Emilia Romagna.
L’attivazione dell’ammortizzatore in Coca Cola è la conseguenza del lockdown che riguarda il canale Horeca, ovvero bar, ristoranti e pizzerie, e di conseguenza anche gli addetti alla vendita di Coca Cola non possono continuare nella loro attività lavorativa.
A fronte della richiesta sindacale e della Rsu di prevedere l’integrazione economica dell’indennità di cassa integrazione a carico dell’azienda, e la maturazione dei ratei contrattuali (tredicesima, quattordicesima, Tfr, ferie e permessi), l’azienda ha negato questa possibilità, paventando anche il rischio che l’accoglimento delle richieste sindacali possa portare in futuro ad un ridimensionamento degli organici aziendali.
Nel settore alimentare, in diverse aziende di grandi dimensioni e multinazionali, le richieste sindacali rifiutate da Coca Cola sono state invece accolte grazie ad accordi sindacali.
Così in un contesto in cui tutte le altre grandi aziende e multinazionali del settore, d’accordo con le organizzazioni sindacali, hanno messo in campo soluzioni per tutelare i lavoratori, la Coca Cola, la regina delle bevande gassate, vincitrice per il quinto anno consecutivo dell’ambito Top Employers Italia (il premio per le politiche messe in atto nel campo delle risorse umane), non solo decide di non concedere nulla ai propri dipendenti, ma paventa possibili ulteriori tagli del personale per il prossimo futuro.
I lavoratori della Coca Cola si sentono penalizzati da queste scelte aziendali perché il loro senso di appartenenza è forte, ma si scontra con un management aziendale che nel corso degli anni ha perso il rispetto per chi lavora per l’azienda.
L’atteggiamento di Coca Cola dimostra che i diritti non sono mai consolidati, ma vanno invece esercitati e rivendicati. La Flai Cgil e la Rsu metteranno in campo tutte le azioni per contrastare la posizione aziendale, a partire dalla mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare.

 

Flai Cgil Modena
Rsu Flai Cgil Coca Cola HBC Italia

 

Modena, 29/4/2020

 

image_print

Articoli correlati

14 Gen 2026 commissariamento

SCUOLA, I SINDACATI CONTRO GLI ACCORPAMENTI: “SCELTE DI BILANCIO CHE PENALIZZANO LA QUALITÀ DELL’ISTRUZIONE”

Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua di Modena esprimono una netta e ferma opposizione al piano di dimensionamento […]

13 Gen 2026 ccnl metalmeccanici

IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO INDUSTRIA METALMECCANICA E DELL’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI

Consultazione certificata delle lavoratrici e dei lavoratori interessatiFim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil stanno promuovendo a livello territoriale nei luoghi […]

12 Gen 2026 centro diesel car

OFFICINA CENTRO DIESEL CAR MODENA, SCIOPERO STAMATTINA CONTRO IL FERMO DELL’ATTIVITA’ PRODUTTIVA

Sciopero di un’ora con presidio stamattina dalle ore 11 alle 12 (in FOTO), dei lavoratori del Centro Diesel Car Srl, […]