EDILIZIA PUBBLICA, NO AGLI AUMENTI DI CANONE PROPOSTI

29 Apr 2008 aumenti, edilizia, sunia,

Modena, 24 aprile 2008

CGIL CISL UIL di Modena e le Organizzazioni degli Inquilini SICET SUNIA UNIAT sono contrariate dall’apprendere dagli organi d’informazione – pur in presenza di un confronto in corso – della volontà di aumentare dal 1° giugno 2008 i canoni di locazione per gli alloggi di edilizia popolare (Acer).

I Sindacati avevano già espresso in sede di Conferenza degli Enti locali, la netta contrarietà ad aumenti così elevati, dal 15% al 20%, che per un canone medio significa un aumento da 127 a 153 euro mensili.

I Sindacati avevano controbattuto ai soggetti proponenti, Provincia di Modena, Comuni, Acer, che tali aumenti – cinque volte superiori agli adeguamenti calcolati dall’Istat – rischiano di produrre un pesante impatto sociale per molte famiglie di inquilini, considerata anche la perdita di potere di potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.
Si fa notare inoltre che i canoni degli alloggi popolari in provincia di Modena sono già oggi i più elevati di tutta la regione Emilia-Romagna e che in nessuna altra provincia si stanno proponendo aumenti di alcun tipo.
Inoltre, un aumento di tali proporzioni assolve solo alla logica di una rincorsa al caro-affitti presente nel mercato privato, quando invece dai Comuni ci si aspetta in questa fase così delicata di non gravare ulteriormente sulle categorie sociali più deboli.

CGIL CISL UIL e le rispettive Organizzazioni degli Inquilini ritengono invece che si debba rimodulare il sistema di calcolo dei canoni per garantire maggiore equità in base alle condizioni economiche e sociali degli assegnatari e alle tipologie di alloggio.
Oltre a ciò, il sindacato pone anche altre questioni. Le risorse dei canoni di affitto prodotte debbono essere destinate all’incremento del patrimonio pubblico abitativo, e occorre operare maggiori controlli sui redditi cosiddetti “inattendibili” degli assegnatari.

Per queste ragioni CGIL CISL UIL e le Associazioni degli Inquilini pretendono la ripresa del confronto e della concertazione, e in caso contrario attiveranno adeguate forme di protesta

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