FERRARI E GRUPPO FIAT: LA FIOM PUNTA A UN CONFRONTO SU SVILUPPO DELLE AZIENDE E DEL TERRITORIO

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Modena, 15 maggio 2008

FERRARI E GRUPPO FIAT: LA FIOM PUNTA A UN CONFRONTO SU SVILUPPO DELLE AZIENDE E DEL TERRITORIO
di Giordano Fiorani, segretario provinciale FIOM/CGIL Modena

Sono stupito del tenore critico degli interventi di FIM e UILM sulla Gazzetta di ieri (“La Fiom cerca il conflitto”, 14 maggio 2008 pag.9) alla mia richiesta di aprire un tavolo di confronto con le aziende del gruppo Fiat (Ferrari, Maserati, Cnh) per discutere del piano di sviluppo e dei riflessi per l’occupazione e le riorganizzazioni interne, nonché per la crescita e la qualità dello sviluppo del territorio modenese.

Sono convinto che questo sia parte costitutiva del ruolo del sindacato, rinunciare a ciò significherebbe abdicare alla propria funzione di rappresentanza di interessi diffusi e dei lavoratori.

Mi stupisce che di fronte a richieste di questo tipo, che dovrebbero essere condivise anche da FIM e UILM, si paventino chiusure aziendali e spostamenti di reparti verso altri territori. Proprio quello che la FIOM non vuole, poiché se interveniamo pubblicamente sulle pagine dei giornali, è perché crediamo nel valore della presenza delle aziende sul territorio, ma una presenza governata, partecipata e condivisa anche da parte di sindacati e lavoratori, con il decisivo coinvolgimento delle istituzioni locali.

Sulla critica mossa alla FIOM di volere a tutti i costi il conflitto e di non accettare l’esito del referendum sulla riorganizzazione aziendale, rimaniamo convinti che sia necessario un confronto su queste scelte e che non è accettabile (e non ha precedenti) il metodo di far votare tutti i 2.600 dipendenti su una riorganizzazione che impatta su 500 lavoratori – dei reparti verniciatura e fonderia che vedranno peggiorate le proprie condizioni di lavoro – piuttosto che confrontarsi direttamente con i lavoratori interessati su prospettive occupazionali e le loro condizioni di lavoro.
Proprio per questo la FIOM è pronta a sostenere eventuali azioni di protesta dei lavoratori penalizzati della riorganizzazione aziendale, nel momento in cui l’azienda dovesse dare piena applicazione ai nuovi orari.

Spiace anche che FIM e UILM scendano sul terreno della polemica squalificando le assemblee convocate dalla FIOM. Senza dare cifre dirette sulla partecipazione, mi limito a dire che è ruolo primario del sindacato confrontarsi con i lavoratori.

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