FONDAZIONE CRESCI@MO, SERVE UN CONFRONTO SINDACALE SULL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

15 Apr 2016 flc, fondazione cresci@mo,

Modena, 15 aprile 2016

Il sindacato scuola Flc/Cgil di Modena esprime grande preoccupazione per la volontà del Comune di Modena di far passare altre 3 scuole dell’infanzia comunali sotto la gestione della Fondazione Cresci@Mo, passando così da 7 a 10.
Le dichiarazioni dell’assessore Cavazza ci convincono sempre più dell’esistenza di un progetto che punta a trasformare il modello Fondazione da strumento emergenziale a nuovo perno del sistema educativo 0-6, almeno in relazione all’infanzia, prospettiva che la Flc/Cgil non condivide.
In questi mesi come sindacato abbiamo aperto un confronto con le lavoratrici delle scuole della Fondazione per comprendere e valutare la qualità delle condizioni di lavoro del nuovo modello costruito dal Comune di Modena.
In questi ultimi giorni, a seguito delle novità riguardanti il settore, apprese più attraverso gli organi di stampa che da incontri istituzionali, abbiamo intensificato i contatti.
Non siamo pertanto stupiti dalla rabbia delle lavoratrici, che è l’esito di un metodo proposto come sperimentale, ma che ha il sapore di una decisione già presa, non concordata, esito di un confronto tutto interno all’amministrazione comunale.
La rabbia delle maestre, che apprendono di cambiamenti determinanti dalle pagine dei giornali, fa il paio con il nostro disappunto. Siamo al fianco delle lavoratrici delle scuole d’infanzia di Cresci@mo nell’affermare che la discussione riguardante queste importanti modifiche deve cambiare impostazione: le lavoratrici devono essere coinvolte in un dialogo, così come la Flc/Cgil e gli altri sindacati di categoria (è in corso il confronto solo con le confederazioni Cgil Cisl Uil) e il sistema educativo nel suo complesso.
Nel merito del dibattito non ci poniamo a priori contro le prospettive di riorganizzazione: comprendiamo anche noi che la società in cui viviamo muta velocemente cambiando così anche le esigenze dei genitori, delle famiglie. Tuttavia occorre discutere e capire come si vuole introdurre un cambiamento di questa portata. Occorre una pianificazione costruita attraverso il confronto con chi lavora nelle scuole e con le famiglie che in questo momento non vediamo.
Come pensiamo, ad esempio, di far stare a scuola dei bimbi di 3-6 anni in un periodo dell’anno in cui le temperature toccano i 40 gradi, quando nessuna delle strutture è dotata di un sistema di aria condizionata?
Come pensiamo di prolungare il periodo scolastico dell’infanzia senza erodere e limitare quello ricreativo e di supporto svolto dai centri estivi? Che potrebbe generare tra l’altro un perdita di posti di lavoro in questo settore che non ci possiamo permettere.
Abbiamo la sensazione che la Fondazione stia diventando uno strumento per fare dumping contrattuale, per risparmiare sul costo del lavoro.
Riteniamo in una visione di lungo periodo che il sistema pubblico debba essere la struttura di fondo sulla quale basare il sistema 0-6, costituito da servizi educativi e scuola dell’infanzia, perché negli anni ha prodotto risultati eccellenti e riconosciuti anche all’estero e rappresenta un investimento che torna a tutta la comunità modenese in termini di formazione civile, competenza e coesione sociale.
L’impegno della Flc/Cgil sarà pertanto volto alla riaffermazione del sistema pubblico e al suo ulteriore sviluppo con particolare attenzione alle condizioni di lavoro delle maestre e degli ausiliari e alle esigenze dei bimbi e dei genitori per mantenere ed accrescere un servizio di qualità che ancora, nonostante tutto, ci invidiano anche fuori Modena.

Mara Mellace, segretaria Flc/Cgil Modena

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