GOLDONI ARBOS CARPI, L’AZIENDA CONFERMA IL CONCORDATO PERMANE L’INCOMUNICABILITA’ CON I VERTICI CINESI CHE PRENDONO DECISIONI

22 Feb 2020 concordato preventivo, fiom, foton lovol heavy industry ltd, goldoni arbos, incontro, piano industriale, regione emilia romagna, tavolo,

Si è svolto venerdì 21 febbraio l’incontro sulla vertenza Goldoni Arbos tra le rappresentanze sindacali RSU e Fiom di Carpi, che ha visto anche la partecipazione del Sindaco di Rio Saliceto Lucio Malavasi e della Segretaria Generale della Fiom di Modena Stefania Ferrari con la Direzione aziendale capeggiata dal Dott. Andrea Bedosti, coadiuvato dai responsabili aziendali ed assistita da Confindustria Emilia Centrale e da due dirigenti cinesi, con responsabilità intermedie e con una evidente mancanza di delega per affrontare le questioni poste.
Il loro ruolo è stato semplicemente ed unicamente di portavoce verso le strutture superiori del colosso cinese Lovol delle istanze poste al tavolo. Permane quindi con grande evidenza il problema rappresentato dalla mancanza di un reale interlocutore.
L’azienda ha comunque confermato il percorso intrapreso verso il concordato preventivo, il cui avvio è stato ratificato dal Tribunale di Modena il 13 febbraio. Il Tribunale ha concesso tre mesi per la sua definizione, il cui termine ultimo sarà il 13 maggio.
Viene confermata ed è attesa a breve la convocazione del tavolo presso la Regione Emilia Romagna. E’ stato chiesto con forza dalla delegazione sindacale e istituzionale presente all’incontro che a quell’appuntamento siano presenti soggetti in grado di affrontare un reale confronto e non dei semplici portavoce.
Intanto si faranno sentire gli effetti della procedura sulle condizioni materiali non solo dei fornitori creditori, che vedono bloccati i loro crediti, ma anche verso i lavoratori Goldoni, con il congelamento sospensivo dei crediti maturati fino al 13 febbraio, retribuzione, ferie, permessi e Tfr, istituti che la legge fallimentare prevede siano sospesi fino all’avvio del concordato.
Tutti questi elementi confermano che la strada intrapresa dalla proprietà cinese facente capo al colosso Foton Lovol Heavy Industry Ltd è sbagliata e in netta rottura con il piano industriale annunciato nel 2017 e perseguito fino alla prima metà del 2019, momento in cui sono iniziati i ritardi e poi mancati pagamenti ai fornitori, impedendo di fatto l’evasione degli ordinativi.
La Fiom ribadisce che il ritiro del concordato rappresenta la condizione necessaria per tutelare i lavoratori, i fornitori e la continuità del piano industriale condiviso all’atto del subentro dell’attuale proprietà.

 

RSU Goldoni
Fiom/Cgil Carpi

Carpi, 22/2/2020

In FOTO sciopero lavoratori Goldoni Arbos 20.2.20

 

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