INALCA JBS: ALTA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI ALLO SCIOPERO DI OGGI PER IL CONTRATTO

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Castelvetro (Modena), 29 gennaio 2010

 

 

 

Effettuate oggi le prime 8 di 16 ore di sciopero all’Inalca Jbs (Gruppo Cremonini) di Castelvetro, decise dai lavoratori nelle assemblee dei giorni scorsi insieme al blocco di tutte le flessibilità d’orario e delle ore straordinarie, per rivendicare un contratto aziendale dignitoso.

L’adesione delle lavoratrici e dei lavoratori è stata totale nei tre turni del reparto produzione hamburger, così pure negli altri reparti la partecipazione è andata oltre le aspettative delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze sindacali unitarie.

Dalle 3 del mattino oltre 50 lavoratori hanno presidiato anche le entrate dello stabilimento (in foto), nonostante le rigide temperature notturne. Hanno portato la loro solidarietà al presidio anche i delegati di diverse Rsu aziendali, tra cui le Rsu della Coop di Nonantola e di Cantine Riunite e CIV.

La partecipazione al presidio e l’adesione allo sciopero evidenziano quanto forte è l’indignazione per la non disponibilità dell’azienda nel rinnovare un contratto aziendale che possa essere in linea con quelli presenti in analoghe grandi imprese del settore.

Si evidenzia che, il pacchetto di 16 ore di sciopero, è stato approvato dalle assemblee dei lavoratori il 13 gennaio scorso, quindi l’azienda avrebbe avuto tutto il tempo necessario per tentare di riconvocare le organizzazioni sindacali. Nonostante tutto questo tempo l’azienda affigge comunicati in cui si sostiene che, con lo sciopero odierno, “i sindacati hanno raggiunto il punto di non ritorno”!

La direzione aziendale continua a confermare una chiara volontà di riportare indietro di dieci anni il livello di relazioni sindacali annullando, di fatto, la contrattazione aziendale.

Ma quale punto di non ritorno potrebbe essere la richiesta di importi economici in linea con quanto percepito sino all’anno scorso, invece di rispondere con una “mancia” di 258€ sotto forma di buoni spesa o buoni pasto?

Ma quale punto di non ritorno potrebbe essere la richiesta di riconoscimento di elementari diritti contrattuali che molte imprese riconoscono ai loro dipendenti? I lavoratori chiedono la lista mensile delle ore lavorative per ogni dipendente, allargamento dell’utilizzo del part time, agibilità sindacale, classificazione dei lavoratori…

Non è il sindacato a creare punti di non ritorno!

E’ una direzione aziendale che, da qualche mese, sta cercando di riportare indietro le lancette dell’orologio. Se non ci sarà un segnale di volontà di ripresa del dialogo continueranno le azioni di lotta.

 

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