L’ARRESTO DI LUIGI SCAVONE, IL SIGNORE DEGLI APPALTI, DIMOSTRA CHE CON GLI APPALTI DI MANODOPERA SI IMPORTA ANCHE L’ILLEGALITÀ

27 Mar 2019 Altea Holding, appalti, arresto, bellentani, luigi scavone,

Nella giornata di ieri, martedì 26 marzo, la stampa ha diffuso la notizia che la Guardia di Finanza di Napoli ha scoperto una maxi frode fiscale di 70 milioni di euro che ha portato all’arresto di Luigi Scavone, a capo della “Altea Holding“, e di altre 9 persone (2 in carcere e 7 ai domiciliari) nonché al sequestro preventivo di vari beni patrimoniali, tra cui immobili di pregio in varie parti d’Italia e auto di grossa cilindrata.

Sempre secondo le notizie di cronaca, l’indagine è stata svolta su 27 persone coinvolte in 32 società, tutte facenti capo alla “Altea Holding” che, attraverso prestanomi compiacenti, controlla agenzie interinali e società appaltatrici per un totale di 17.000 dipendenti, tra i quali anche i 170 lavoratori in appalto presso la “G. Bellentani 1821” (Gruppo Cittterio) di Vignola (MO) di cui abbiamo dato notizia lo scorso 22 marzo.

Non abbiamo bisogno della sentenza definitiva della Cassazione per dare un giudizio su Luigi Scavone, il “signore degli appalti”. Ci basta la notizia della cattura mentre era in procinto di partire per Dubai con uno zainetto in cui erano occultati 300.000 euro, in contanti. Ci bastano le strabordanti e insistite interviste sull’importanza della solidarietà e della beneficienza, nonché le paginate web dove si sventolano valori etici, codici di condotta e politiche di qualità. Infine ci basta vedere una struttura societaria piena di “scatole di manodopera” e intricati passaggi societari dove, appena si chiede un dettaglio dell’indebitamento o del credito esigibile, si trova subito un muro, come è successo nell’incontro sindacale del 21 marzo scorso che trattava il passaggio di 2.550 lavoratori da “LCT Igea Logistics srl” a “Alma Logistica & Servizi srl”, entrambe società della galassia “Altea Holding”.

Luigi Scavone non è una mela marcia, ma uno dei tanti attori del sistema degli appalti di manodopera diffusi nel nostro Paese. Ci sono voluti quasi vent’anni perché ci si accorgesse cosa c’era dietro un successo imprenditoriale così sfacciatamente esibito. Nel suo sorriso da simpatica canaglia si rispecchia la nostra Italia furbacchiona che si inchina a questi personaggi, come gli imprenditori che hanno scelto di giocarsi la competitività con gli appalti di manodopera, come le amministrazioni pubbliche che pensano che questa sia la strada dello sviluppo.

Umberto Franciosi, segretario sindacato Flai/Cgil Emilia Romagna
Marco Bottura, segretario sindacato Flai/Cgil Modena

 

Modena, 27/3/2019

 

Gruppo Alma, i signori degli appalti si riorganizzano e cambiano società a 2.555 lavoratori in Italia compresi i 170 lavoratori in appalto alla Bellentani di Vignola, comunicato stampa 22.3.19

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