L'INFINITO FESTIVAL DELLA SFORTUNA PER I LAVORATORI IN APPALTO

17 Set 2010 filcams,

FORTUNA? “La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo.” Roberto “Freak” Antoni

Lo sanno bene i lavoratori della prima “azienda” modenese, quella degli appalti, che occupa in centinaia di piccole e grandi imprese oltre ottomila persone. I lavoratori degli appalti hanno veramente bisogno di tanta fortuna per conservare il posto di lavoro e le proprie modeste retribuzioni. Essi sono i primi, in tempo di crisi, a subire l’effetto dei tagli imposti dal Governo agli Enti locali, alle Amministrazioni centrali, alle Poste, ai Ministeri e nelle aziende private.
Si taglia il lavoro di chi fa pulizie e ristorazione nelle scuole, negli ospedali, negli uffici. Si taglia sul lavoro di chi affigge manifesti in subappalto, di chi fa il bibliotecario in appalto, la maschera in un teatro in appalto, la centralinista o la receptionist in appalto.
Si taglia in aree dove spesso il lavoro è solo part-time, non certo per libera scelta di chi lavora.
Nell’appalto di pulizia delle Poste di Modena l’azienda che ha vinto al massimo ribasso la gara ora vuole ridurre del 20% l’orario delle 60 lavoratrici impiegate, alcune delle quali lavorano 30 minuti (minuti, non ore) al giorno.
Gli 8 lavoratori delle pubbliche affissioni di Modena e Carpi rischiano di perdere il posto di lavoro, in seguito ad un prossimo cambio d’appalto, privo di garanzie occupazionali. Tra loro c’è chi fa quel lavoro da quasi vent’anni, di cui otto in un subappalto deciso da ATCM.
Una sciagurata circolare del Ministero dell’Istruzione ha previsto un taglio del 25% degli appalti di pulizia scolastica. In Emilia qualcuno ha interpretato quel taglio invitando a pulire i bagni delle scuole un giorno sì ed un giorno no. L’unica cosa certa è che a pagare saranno  decine di migliaia di lavoratrici in Italia, centinaia a Modena, cui stanno per essere tagliati orari di lavoro già prima ridotti.
Ci vuole molta fortuna per campare con 500 euro al mese, davvero molta fortuna.
Ci vuole molta fortuna per rischiare in continuazione il posto di lavoro alla roulette del cambio appalto. Ci vuole molta fortuna se hai un mutuo, un affitto alto, troppi figli o se in famiglia hai un solo reddito. O forse no, forse non è una questione di fortuna. Forse aveva ragione un grande modenese, che non faceva il filosofo ma l’imprenditore. Diceva Enzo Ferrari: “la fortuna e la sfortuna non esistono”.
E’ proprio così, e quello che accade non è frutto né del fato né del caso, ma di scelte precise, che mirano a dequalificare e impoverire un mercato del lavoro sempre più frammentato e disgregato.
Non c’è certezza, né possibilità di prevedere o programmare il futuro per i lavoratori in appalto, a cui appare certa solo l’ultima ratio di affidarsi alla Provvidenza.
La Sfortuna si combatte con la Responsabilità e la Certezza di Regole e Tutele. Solo con queste garanzie è possibile contrastare l’insicurezza ontologica che caratterizza il lavoratore appaltato e dare piena veridicità al vecchio motto: “HOMO FABER FORTUNAE SUAE”.

Venerdì 17 settembre 2010

FILCAMS CGIL Modena

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