NUOVI VOUCHER? NOI DICIAMO NO!

25 Mag 2017 carta diritti universali lavoro, SfidaXiDiritti, voucher,

La scelta di introdurre nella manovra di correzione dei conti nuove forme di lavoro ‘occasionale’ dopo l’abrogazione dei voucher decisa solo poche settimane fa dal Governo è inaccettabile ed inqualificabile.

Da mesi la CGIL è in campo per contrastare norme ed idee che in questi anni hanno scelto la strada della valorizzazione del lavoro e della riduzione dei diritti come modello competitivo. Questa è una strada sbagliata, che impoverisce il Paese, oltre che il lavoro.

Abbiamo raccolto milioni di firme fra lavoratori e cittadini per chiedere, con la Carta dei Diritti Universali, che il Governo aprisse una discussione e un confronto per un nuovo diritto del lavoro, più inclusivo, più giusto.

Abbiamo sostenuto la Carta con 3 referendum (voucher, appalti, licenziamenti). La corte ne ha ammessi 2, voucher e appalti, e il Governo aveva indicato la data del voto per il 28 maggio. Successivamente il Governo ha deciso di abrogare le norme in discussione, superando in tal modo l’appuntamento referendario.

Abbiamo plaudito a quella scelta, che per la prima volta dopo molti anni, andava nella direzione giusta, quella della riduzione della precarietà e del riconoscimento del valore del lavoro.

Ora, nella manovra di correzione dei conti, si vogliono reintrodurre le norme sul lavoro occasionale per famiglie e per imprese, senza alcun confronto con il sindacato e senza alcun rispetto della volontà di milioni di cittadini a cui si è impedito di esprimersi con il referendum.

Da mesi abbiamo avanzato delle proposte che guardano in modo particolare al lavoro domestico e alle piccole mansioni. Non e’ accettabile che si usi la propaganda del contrasto al lavoro nero (che i voucher non hanno fatto emergere, anzi hanno legittimato) per introdurre nuove forme di lavoro povero e sottotutelato, in particolare a favore delle imprese, di cui non si sente alcun bisogno.

Non è accettabile che invece di discutere su come contrastare la disoccupazione, aumentare gli investimenti, valorizzare il lavoro, il Parlamento imbrogli i suoi cittadini, facendo rientrare dalla finestra ciò che era uscito dalla porta.

Non accetteremo – senza contrastarla – una scelta sbagliata nel merito e grave per la democrazia di questo Paese. Continueremo la nostra battaglia per il diritto al lavoro con diritti.

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