OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA: BENE COLPIRE LE FALSE COOPERATIVE, ORA SERVONO I NOMI

08 Ago 2014 flai,

I risultati della recente operazione della Guardia di Finanza contro le false cooperative, che operano prevalentemente nel settore della lavorazione delle carni, aprono gli occhi di tutti sulla illegalità presente nel nostro territorio. Per noi questa è una ulteriore conferma della fondatezza delle denunce che da anni la CGIL e le sue categorie hanno inoltrato alle autorità competenti e portato all’attenzione dell’opinione pubblica, anche grazie al coraggio e alla determinazione dei delegati e dei lavoratori.

Dalle indagini emerge che varie aziende del settore lavorazione delle carni, ma anche di altri settori, hanno ceduto in appalto attività lavorative e di servizio che in realtà mascheravano forme di somministrazione di manodopera illegittime. Oggi abbiamo la conferma che i soggetti imprenditoriali, a cui le imprese committenti affidavano queste attività, sono portatori di illegalità; soggetti senza storia imprenditoriale, alla cui guida vi sono in alcuni casi semplici prestanomi o addirittura pregiudicati. Ora però per evitare che si faccia di tutta un erba un fascio, sarebbe auspicabile conoscere i nomi sia delle false cooperative sia dei committenti che sono coinvolti nella meritoria operazione condotta dalla Guardia di Finanza.

Da tempo denunciamo che il clima sopportato dai lavoratori coinvolti è di ricatto, costrizione, se non di vera e propria intimidazione. Lavoratori in attesa della chiamata al lavoro tramite sms per un giornata senza orario definito, che si vedono applicare regolamenti che peggiorano le condizioni normative e salariali dei Contratti Nazionali di Lavoro. La legalità resta per noi una priorità del nostro territorio. E’ necessario sostenere l’operato delle forze dell’ordine che si confrontano con questi fenomeni per evitare la concorrenza sleale fra imprese, la sottrazione di risorse alla collettività e sempre, alla fine, lo sfruttamento dei lavoratori. Ma, pur essendo indispensabile, non basta la sola repressione. E’ necessaria la consapevolezza di tutto il tessuto produttivo, economico e sociale modenese, che questa idea di sviluppo, basata sulla illegalità e sulla soppressione dei diritti dei lavoratori, porta inevitabilmente al consolidamento della criminalità organizzata nella nostra provincia.

Da tempo sosteniamo che bisogna contrastare questi fenomeni anche con leggi più chiare che facciano rientrare il lavoro dipendente in poche e chiare tipologie di lavoro. Vanno escluse dagli appalti di manodopera le attività che riguardano il ciclo produttivo delle aziende, vanno riviste le norme che permettono ai soci lavoratori di derogare le normative sui contratti di lavoro. E’ necessario prevedere una normativa più severa sulla somministrazione illecita di manodopera e misure di sospensione dell’attività lavorativa.

In attesa che la magistratura accerti e persegua gli illeciti rilevati dalla Guardia di Finanza, come CGIL e FLAI di Modena confermiamo il nostro impegno nella denuncia e nel contrasto a queste forme di illegalità, auspicando che continui, con la stessa fermezza, l’azione degli organi preposti al controllo e alla vigilanza.

Modena, 8 agosto 2014

Vanni Ficcarelli, segreteria CGIL Modena
Marco Bottura, segretario generale FLAI CGIL Modena

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