OSSERVATORIO CGIL CARPI: I DATI OCCUPAZIONALI DI QUESTO AUTUNNO CONFERMANO UN TREND NEGATIVO

22 Nov 2011

Carpi, 22 novembre 2011

Non è entusiasmante fare le Cassandre ed avere confermate le proprie previsioni, soprattutto quando riguardano il trend della situazione occupazionale del distretto di Carpi.

Dalle statistiche elaborate dal nostro patronato emerge come il mese di ottobre 2011 sia stato particolarmente nero, con 112 nuove domande di disoccupazione e mobilità presentate dall’Inca/Cgil (che sott’intendono entrambe la perdita del posto di lavoro) registrando un aumento del 29% rispetto a ottobre 2010.

Se prendiamo poi il periodo da inizio anno ad oggi, i dati sono i seguenti: 940 disoccupazioni e 182 mobilità per un totale di 1.122 domande presentate, con un aumento del 23.3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Se allarghiamo l’orizzonte temporale al 2008, anno in cui è cominciata la crisi , possiamo vedere un trend di punta di domande nel 2009, con un calo nel 2010 e una ripresa preoccupante nella seconda metà di quest’anno.

Se a questi dati affianchiamo l’analisi degli accordi sindacali siglati dalla CGIL della zona di Carpi emerge un ricorso crescente agli ammortizzatori sociali sia ordinari, straordinari che in deroga, anche in aziende in passato non toccate da questo fenomeno.

Tra le aziende interessate agli ammortizzatori sociali, molte hanno già cominciato ad esaurire gli ammortizzatori in essere e a parlare apertamente di esuberi.

Se prendiamo i settori più importanti del distretto stimiamo un centinaio di posti di lavoro persi negli ultimi mesi nel settore tessile, circa sessanta nel ceramico-biomedicale e 160 a rischio nei prossimi mesi nel meccanico.

Questi dati ci portano a sostenere la necessità di un forte sostegno ai lavoratori del distretto che si deve tradurre nella proroga degli ammortizzatori in deroga anche per il 2012 e in una riforma in senso più universale degli ammortizzatori sociali.

E’ inoltre necessario prevedere strumenti di sostegno alle nuove fragilità sociali e povertà che non si possono più ritenere a spot, ma che rischiano di diventare di lungo periodo.

Un’ulteriore riflessione ci viene dal confronto con molte piccole realtà industriali che denunciano la necessità di ridimensionare la loro struttura occupazionale poiché non più in grado di sostenere il flusso finanziario dell’azienda. Questa crescente fascia di aziende in difficoltà che scarica sull’occupazione la loro sopravvivenza, ci induce ad invocare una forte azione di sostegno anche del sistema creditizio al sistema produttivo locale.

Cgil Carpi

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