PRODOTTI COLTIVATI NELLE COLONIE PALESTINESI, LE PROPOSTE DI COOP ITALIA NON SONO SODDISFACENTI. IL CONFRONTO RIMANE APERTO, MA PRONTI A NUOVE AZIONI

12 Lug 2010

Modena, 12 luglio 2010

 

 

 

 

 

Una delegazione del Coordinamento nazionale “Stop-Agrexco” ha incontrato nuovamente i rappresentanti di Coop Italia per riprendere il confronto sulla richiesta – sostenuta anche da numerosi soci coop –  di non commercializzare i prodotti coltivati abusivamente nei territori palestinesi occupati.

La decisione di sospendere gli approvvigionamenti da parte di Coop Italia – dopo il primo incontro, in attesa di individuare modalità certe per rispettare i regolamenti sulla vera “tracciabilità” dei prodotti illegalmente presentati come “Made in Israel” – era stata accolta con soddisfazione. Tuttavia, questa scelta di Coop Italia, indirizzata al semplice rispetto della legalità commerciale europea e del diritto dei consumatori, ha scatenato una campagna basata su accuse assurde di razzismo ed anti semitismo.

In seguito, Coop Italia ha mutato il suo atteggiamento, tornando indietro rispetto agli impegni presi e dichiarando che non intende recedere dalla commercializzazione di prodotti provenienti anche dai Territori palestinesi occupati, adducendo le norme sul libero commercio che vietano la discriminazione del paese d’origine dei prodotti.

Inoltre, Coop Italia ha reso noto che in seguito ad un accordo con Agrexco, pensa di essere in grado di controllare l’origine reale delle merci importate e ciò permetterà un’etichettatura differenziata riguardo alla provenienza da Israele o dalle colonie occupate.

Le soluzioni proposte da Coop Italia non sono soddisfacenti .

Non affrontano, né risolvono, la questione di fondo: è illegittimo commercializzare in Europa merci prodotte in regime di occupazione militare.

Le colonie occupate da Israele nei territori palestinesi, sono state ripetutamente definite illegali nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza ONU n° 446,452,465,471 e 476. Così lo sfruttamento economico delle risorse di un popolo sotto occupazione, come praticato da Agrexco, è un crimine di guerra sancito dalla 4^ Convenzione di Ginevra art. 49 p.III .

Riteniamo quindi negativo l’esito dell’incontro, considerando anche il non rispetto dell’impegno assunto nel precedente incontro, di dare la possibilità di esporre – in quanto soci – il nostro punto di vista sul giornale “Consumatori” che si rivolge ai soci Coop.

La riunione si è conclusa con l’impegno ad un successivo incontro, entro settembre, per verificare la soluzione che Coop individuerà per definire l’origine dei prodotti in questione.

Siamo comunque impegnati a proseguire l’azione in varie forme, anche di tipo legale, in collegamento con quanto si sta facendo in altri Paesi europei.

 

 

 

Coalizione Stop Agrexco Italia

www.stopagrexcoitalia.org

stopagrexcoitalia@gmail.com

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