SCIOPERO ALLA SIMINT DI BAGGIOVARA VENERDI' 24 LUGLIO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO AZIENDALE

22 Lug 2009 mobilitazione, presidio, sciopero,

Modena, 22 luglio 2009

 

 

 

 

Sciopero di 4 ore la mattina di venerdì 24 luglio 2009 alla Simint di Baggiovara, prestigiosa azienda del tessile-abbigliamento del Gruppo Armani di oltre 330 addetti, per protestare contro lo stallo delle trattative sul rinnovo del contratto aziendale scaduto nel 2007.

Lo sciopero di venerdì, che fa parte di un pacchetto complessivo di 8 ore, è stato proclamato dai Sindacati di categoria Femca/Cisl e Filtea/Cgil insieme alla Rsu dopo la partecipata assemblea fra le lavoratrici e i lavoratori e fa seguito allo stato di agitazione con blocco delle prestazioni straordinarie e delle flessibilità.

Per venerdì mattina è previsto anche il presidio di lavoratori e sindacati davanti ai cancelli aziendali (in via Giardini 1324 e in via Decorati al Valor Militare 52) dalle ore 8 alle 12.

 

Si tratta di una mobilitazione eccezionale in un’azienda come la Simint che non conosce scioperi dal 1994 e dove le relazioni sindacali sono sempre state corrette. “Ma dopo 8 mesi di trattative per il rinnovo del contratto aziendale e 3 mesi di stallo sul salario variabile – spiegano i sindacalisti Cesare Pignatti (Filtea/Cgil) e Maria Luisa Toschi (Femca/Cisl) – l’azienda continua a mantenere una posizione di rigidità sulla proposta salariale che non lascia spazi ad alcuna ipotesi di mediazione e di positiva conclusione della vertenza”.

 

Durante il confronto i Sindacati hanno mostrato senso di responsabilità e disponibilità a rimodulare le richieste in piattaforma su tanti aspetti (dai permessi all’indennità di trasferta, dalla mensa alla previdenza integrativa, alla copertura dei primi 3 giorni di malattia, ecc…) per contenere i costi per l’azienda alla luce del contesto economico di difficoltà generale della quale risente anche il Gruppo Armani.

Lo stallo si è creato sul salario variabile, dove a fronte di una richiesta dei Sindacati di miglioramento del premio, la proprietà è rimasta ferma su una proposta di 730 euro annui con aumento di soli 80 euro rispetto al premio di risultato degli anni precedenti.

“Eppure si tratta di un’azienda solida sul piano della gestione finanziaria e con i conti in buona salute – spiegano Pignatti e Toschi  – basti pensare che nel 2008 il margine operativo lordo dell’azienda è stato del 22,50% (a fronte del pur eccellente M.O.L del Gruppo Armani del 18,7%). I dipendenti Simint hanno contribuito alla realizzazione di oltre 8 milioni di prodotti distinguendosi tra le società del Gruppo Armani. Ma le dinamiche del costo del lavoro segnano che la crescita delle retribuzioni è la metà della crescita della ricchezza prodotta”.

 

I Sindacati hanno mostrato disponibilità a mediare sulla loro proposta salariale, ma da parte aziendale vi è stata in questi mesi la completa chiusura verso la ricerca di soluzioni per giungere alla positiva conclusione della vertenza.

Un prossimo incontro è previsto per il 30 luglio, e se non dovessero giungere segnali di apertura i lavoratori sono intenzionati a proseguire nella mobilitazione.

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