Se volessimo fermarci ad una mera analisi quantitativa, riscontreremmo che nell’anno scolastico 2024/25 gli alunni con cittadinanza non italiana erano 931.323, l’11,6% della popolazione scolastica. Ma circa due su tre sono nati in Italia. Dentro la stessa categoria statistica possiamo quindi trovare il ragazzo nato in Italia, che ha frequentato qui tutta la scuola dell’infanzia e parla italiano esattamente come i suoi compagni, e il ragazzo arrivato in Italia quindici giorni fa che deve ancora imparare a chiedere di andare in bagno.
Non soltanto: sempre rimanendo sui numeri, scopriremmo che l’incidenza di studenti stranieri nelle scuole primarie della nostra regione per l’anno scolastico appena trascorso si è attestata al 24%, il dato più alto in Italia.
Fredde statistiche quelle al centro del dibattito nazionale sul tetto al 30% degli studenti stranieri per classe, quando invece dovremmo parlare di storie, persone, famiglie, esseri umani e del ruolo che la Costituzione ha assegnato alla Scuola attraverso l’articolo 34, brillantemente richiamato dalle parole del Presidente della Repubblica, Mattarella.
“La priorità non è fare la campagna elettorale agitando provvedimenti già esistenti, ma del tutto irrealizzabili, proposti come panacea di tutti i mali a gran voce dalla premier Meloni e dal ministro Valditara”, attaccano Eleonora Verde e Giuseppe Morrone, FLC CGIL Modena.
La priorità, invece, è affrontare criticità con gli strumenti che hanno sempre funzionato ma che sono stati eliminati: mediatori culturali, classi più piccole, maggiore compresenza utilizzata oggi per coprire il personale assente, valorizzare il ruolo dei docenti di potenziamento. Tutto ciò servirebbe a risolvere la problematica linguistica e di alfabetizzazione. Sono migliaia i docenti già abilitati nella classe di concorso di Italiano per stranieri, tantissimi presenti anche in provincia di Modena, spesso inoccupati e/o diversamente utilizzati.
La scuola pubblica non può derogare al proprio compito costituzionale, che è quello di garantire il diritto all’istruzione. A scuola si costruiscono legami, non si alzano muri, barriere e diffidenze.
Quest’anno ricordiamo inoltre che nella nostra provincia ben 4 istituti sono stati oggetto di dimensionamento, abbiamo avuto i soliti tagli al personale ATA, il numero di alunni per classe permane altissimo (almeno 26 con 2/3 studenti con certificazione di disabilità), le strutture sono totalmente inadeguate.
“Non bisognerebbe dimenticare – concludono Verde e Morrone – che il numero dei bambini nati in Italia continua a diminuire. È una realtà che dovrebbe spingere il Governo a interrogarsi su come mantenere una scuola pubblica capace di garantire qualità e inclusione in un Paese che cambia, anziché alimentare polemiche pretestuose sulle nazionalità e le provenienze”.
Flc Cgil Modena

