22 Lug 2026 biglietti, contratto unico, filt, fondo nazionale trasporti, seta, tariffe,
Carta dei servizi 2026, maggiore qualità, maggiore efficienza, maggiore sostenibilità con il ricambio di oltre il 50% della flotta negli ultimi cinque anni (140 milioni investiti).
Aumento dei chilometri percorsi, aumento delle corse effettuate e aumento dei passeggeri trasportati “per un servizio pubblico essenziale orientato alla comunità e al miglioramento continuo”.
Da ieri poi, abbiamo appreso, anche maggiori risorse, perché l’aumento delle tariffe deliberato sui tre bacini di Modena, Reggio Emilia e Piacenza, ovviamente genererà di conseguenza ricavi maggiori.
Seta perciò continuerà a puntare su queste peculiarità e su questi numeri perché ogni “passo avanti nel trasporto pubblico è un passo avanti per il territorio e per le persone che lo vivono”.
Questo abbiamo letto recentemente sulla stampa locale.
Ma c’è un tragico assente in tutto questo, un elefante nella stanza potremmo dire, che continua a non essere messo al centro di ogni discussione relativa a Seta e al trasporto pubblico e che ancora una volta non abbiamo ritrovato nelle dichiarazioni apparse in questi giorni.
Ci riferiamo al “fattore lavoro”, ai lavoratori e alle lavoratrici che questi risultati consentono con la loro attività e la loro professionalità quotidianamente.
Che sono spesso sottoposti a condizioni di lavoro e turni eccessivi, anche in relazione al deficit strutturale di personale in un settore complesso e svuotato economicamente dal sottofinanziamento del Fondo Nazionale dei Trasporti.
Questi lavoratori e queste lavoratrici meritano rispetto e dignità.
Questi lavoratori e queste lavoratrici meritano attenzione da parte della dirigenza aziendale e degli enti soci proprietari, perché sono queste persone che mandano avanti il servizio, tra mille difficoltà e sacrifici, e garantiscono efficienza e qualità anche in un contesto di vessazioni e di rischi lavorativi aggravati rispetto al passato se pensiamo alle condizioni climatiche eccessive e gli stress termici a cui sono sottoposti gli operatori e gli autisti, nonché ovviamente ai rischi all’incolumità fisica dovuti alle molteplici aggressioni spesso salite agli onori della cronaca in questi anni.
Questi lavoratori e queste lavoratrici meritano un Contratto Unico che dia risposte e certezze economiche e normative. Migliore salario e migliori condizioni di lavoro.
Questa è la priorità assoluta e tutti i soggetti, a partire dalla dirigenza aziendale fino ad arrivare agli enti proprietari, devono mettere in campo o reperire le risorse necessarie per dare risposta a lavoratori e lavoratrici. Non si può attendere ulteriormente.
Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna sono da mesi impegnati in una strenua trattativa per traguardare questo obiettivo, e a novembre hanno concluso una pre-intesa sugli aspetti economici.
E’ di questi giorni la riapertura della discussione sugli aspetti normativi e la richiesta di un calendario serrato per chiudere il confronto in tempi brevi.
Ma per farlo serve la garanzia delle risorse che Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro dell’Emilia Romagna hanno già sollecitato dalla proprietà senza, sin qui, ottenere adeguato riscontro.
Se si vuole salvare il trasporto pubblico locale e salvare un servizio essenziale per le nostre comunità occorre intervenire senza ulteriori indugi garantendo le risorse necessarie a dare le risposte economiche e di tutela rivendicate a gran voce dal sindacato e necessarie e non più procrastinabili.
Serve un Contratto Unico che dia dignità al lavoro in Seta.
Invitiamo pertanto la dirigenza e gli enti soci a essere conseguenti rispetto a quanto dichiarato e da noi appreso dagli organi di stampa e dare corso ad una trattativa serrata, già a partire dal prossimo incontro di giovedì 30 luglio per giungere quanto prima ad una soluzione e sottoscrizione condivisa.
Segreterie Regionali Filt Cgil Uiltrasporti Uil Faisa Cisal Ugl Autoferro Emilia Romagna
Bologna, 22 luglio 2026

