30 Lug 2012
A Modena 1200 posti di lavoro a rischio negli appalti pubblici di pulizia, ristorazione, vigilanza, beni culturali.
Il decreto Legge 95/ 2012, predispone pesanti tagli e riduzioni sugli appalti di fornitura di beni e servizi tali da produrre ripercussioni molto gravi sull’occupazione dei settori interessati e gravi disservizi ai cittadini.
Pulizie-multiservizi, ristorazione collettiva, vigilanza e servizi terziarizzati della Pubblica Amministrazione sono i settori in appalto maggiormente colpiti dal decreto sulla spending review.
Tutti settori ad alta intensità di mano d’opera, e dove i tagli e le riduzioni si scaricheranno direttamente ed esclusivamente sulle lavoratrici e sui lavoratori occupati in comparti dove operano a livello nazionale circa 600mila persone.
I tagli configurati nel decreto mettono a rischio il 15-20% dei posti di lavoro, pari a circa 120mila dipendenti in Italia. A Modena i possibili licenziamenti, in aree dove operano circa 6.000 persone, sono quantificabili in circa 1.000/1.200. Aree dove per effetto delle riduzioni attuate da alcune Pubbliche Amministrazioni e da diverse imprese private già oggi si registra un netto saldo negativo dell’occupazione. Saldo al quale hanno contribuito i recenti tagli del 70% negli appalti del pulimento operati dai Ministeri dell’Interno e della Difesa nelle Caserme dei Carabinieri della Provincia, nell’Accademia di Modena. Ma anche la soppressione dell’appalto della Biblioteca Loria di Carpi deciso da quel Comune.
Risulta evidente che i servizi ai cittadini si ridurranno in termini di qualità, visto che si tradurranno in minore pulizia di ambienti di particolare rischiosità per la salute pubblica quali ospedali, ambulatori, asili, case di riposo; mentre per il comparto della ristorazione collettiva si rischia una grave ripercussione sulla qualità delle derrate e del mantenimento dell’igiene alimentare.
Anche nel settore della vigilanza si assisterà per effetto dei tagli ad una riduzione dei servizi di sicurezza in ambienti che presentano criticità rispetto alla gestione dell’ordine pubblico, come ad esempio gli ospedali e pubblici edifici ad alta frequentazione (tribunali, comuni, regioni, ecc.)
Non di minor impatto saranno i riflessi negativi sulla efficienza della Pubblica Amministrazione, vista la molteplicità dei servizi terziarizzati che comprendono tra gli altri gli sportelli di accoglienza dei grandi comuni, la gestione dell’inserimento dati per la funzionalità degli uffici pubblici, la trascrizione degli atti dei tribunali, fruibilità degli accessi a musei, luoghi artistici, biblioteche, compresa la sorveglianza del patrimonio artistico e culturale.
Settori precari, caratterizzati dalla massiccia presenza di donne, dove operano lavoratrici e lavoratori con una condizione occupazionale precaria, sia di reddito che sociale, che, per la natura stessa degli appalti sono già fortemente penalizzati ad ogni cambio di gestione e che in media guadagnano stipendi di 500-600 euro al mese.
La Filcams Cgil unitamente alla Confederazione è già attiva per contrastare le ricadute della spending review nel settore degli appalti di servizi, e predisporrà per i prossimi giorni le iniziative da svolgersi a livello territoriale e nazionale.
Modena, 30/07/2012
FILCAMS CGIL Modena

