12 Lug 2010
Modena, 12 luglio 2010
I lavoratori della CBM, azienda metalmeccanica di Modena, nel corso dell’assemblea del 24 giugno scorso, hanno espresso solidarietà ai circa 30 lavoratori che, pur impegnati nel loro stesso luogo di lavoro ed espletando mansioni simili, non hanno garantiti medesimi diritti, tutele e salario poiché assunti da una cooperativa di facchinaggio.
In modo particolare hanno espresso solidarietà a Omar, facchino licenziato dalla cooperativa “La Carpigiana” 6 mesi fa e che è tutt’ora senza lavoro.
Omar, lavoratore marocchino da anni residente in Italia e perfettamente integrato nel nostro territorio, ha subìto un’escalation di vessazioni da quando nel 2009 è diventato Rappresentante Sindacale Aziendale (RSA) dalla Filt/Cgil.
Prima una sospensione di 5 giorni, poi la cassa integrazione, poi il trasferimento immotivato ad un cantiere posto 32 km., per arrivare al licenziamento per futili motivi.
La Filt/Cgil ha fatto ricorso contro il licenziamento, ma la Cooperativa ha deciso di sottrarsi al Giudice del Lavoro, considerando Omar, in maniera del tutto paradossale, anziché un dipendente, un “socio”, ed esercitando così il diritto di “esclusione da socio” per mascherare un vero e proprio licenziamento.
Questo grave episodio ha avuto come effetto quello di intimidire i lavoratori e allontanarli dal sindacato, e isolare la Cgil per l’intensa attività di tutela svolta negli ultimi mesi per molti di loro.
Per questi motivi, i lavoratori della CBM, oltre ad esprimere solidarietà, sono pronti a sostenere eventuali iniziative a sostegno del tentativo di conciliazione presso la Direzione Provinciale del Lavoro previsto per il 23 luglio prossimo.
In quella sede, i sindacati Filt e Fiom Cgil chiederanno che il lavoratore sia assunto dalla CBM, in quanto durante gli ultimi anni di permanenza in questo cantiere era a tutti gli effetti un operaio metalmeccanico, e non un facchino, configurando quindi un’illecita somministrazione di manodopera.

