TRE PROPOSTE PER RILANCIARE IL COMMERCIO A MODENA E CONTRASTARE IL DECLINO DEL CENTRO STORICO. PERCHÉ NON CHIUDERE GLI IPER UNA DOMENICA AL MESE E TENERE APERTO SOLO I NEGOZI IN CENTRO?

30 Gen 2014 coop estense, filcams, liberalizzazioni,

Modena, 28 gennaio 2014

Negli scorsi giorni il sindacato Filcams/Cgil di Modena ha sollevato il problema della chiusura degli esercizi commerciali nei centri storici di Modena e provincia: punti vendita, che a nostro avviso, non sono riusciti a contrastare la crisi e la liberalizzazione degli orari imposta dal Governo Monti per l’impari concorrenza della grande distribuzione organizzata.

All’intervento della Filcams/Cgil sono seguiti a più riprese anche quelli di esponenti delle Amministrazioni locali, ma in nessun caso ci è parso di vedere proposte concrete per dare risposte immediate al problema.
Le parti sociali e le istituzioni devono riprendere immediatamente la discussione sulle liberalizzazioni, quindi proponiamo di far ripartire il confronto su 3 punti:
1) trasporto pubblico gratuito verso il centro storico alla domenica;
2) parcheggi gratuiti durante tutta la settimana per i lavoratori del centro storico;
3) calendarizzazione di un numero di domeniche di chiusura dei grandi centri commerciali, per consentire l’apertura esclusivamente ai negozi del centro storico nelle domeniche dedicate.

Solo una serie di interventi che possano agevolare i lavoratori ed i consumatori può essere propedeutica alla rinascita dei centri storici.
La liberalizzazione degli orari del commercio obbliga le parti sociali a ripensare l’intero sistema economico legato alla grande distribuzione organizzata. Soggetti quali Coop Estense, Conad ed Esselunga, solo per citarne alcuni, devono farsi carico dei costi sociali generati dal sistema di deregolamentazione. Oggi invece la grande distribuzione organizzata sembra impegnata soltanto a rinegoziare anni di contrattazione aziendale.

I grandi centri commerciali, principali beneficiari della liberalizzazione degli orari del commercio, stanno generando sul nostro territorio rilevanti cadute negative sull’occupazione e sugli stili di vita di una popolazione sempre più condizionata da logiche economiche incomprensibili.
Da una parte, le lavoratrici ed i lavoratori dei grandi centri commerciali devono subire turni di lavoro inconciliabili con le esigenze famigliari, mentre i lavoratori legati al piccolo commercio ed in particolar modo quelli dei negozi dei centri storici, ogni giorno devono fare i conti con le chiusure dei negozi nei quali hanno lavorato per anni.

Le tre proposte della Filcams/Cgil devono e possono essere la base di partenza per riprendere quella discussione sulla regolamentazione delle aperture domenicali bruscamente interrotta dalla liberalizzazione del commercio. Nella speranza di non dover ancora scontrarsi con gli interessi dei grandi colossi della distribuzione organizzata, interessi che opprimono il piccolo commercio e le centinaia di lavoratori impiegati nel settore.
Più che la pedonalizzazione di piazza Roma, paiono essere le liberalizzazioni imposte dal Governo Monti il principale rischio per il commercio del centro storico.
La Filcams/Cgil chiede quindi un rapido intervento ed una presa di posizione anche da parte di tutti i candidati Sindaco! Il commercio non può essere relegato ai margini della discussione politica, come purtroppo è innegabilmente stato fino ad oggi.

Alessandro Fili, responsabile Commercio sindacato Filcams/Cgil Modena

Alessandro Fili

 

Spezzoni dell’intervista rilasciata al TgR della Regione Emilia Romagna il 30/1/2014

 

 

 

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