UNHCR: TROVARE ALTERNATIVE AI VIAGGI

29 Ago 2014

 

Gli ultimi giorni sono stati i peggiori di quest’anno per le persone che affrontano la traversata del Mediterraneo per raggiungere l’Europa “, scrive l’UNHCR dopo gli ultimi naufragi. “Nel complesso, si stima che al momento siano 1.889 le persone morte quest’anno in queste traversate, di cui 1.600 dall’inizio di giugno”.
Il principale paese di partenza per l’Europa è la Libia, “dove il peggioramento della situazione ha favorito la crescita del traffico di persone, ma ha anche spinto i rifugiati e i migranti che si trovano nel paese a decidere di affrontare la rischiosa traversata in mare piuttosto che rimanere in una zona di guerra. L’ UNHCR “di Tripoli riceve ogni giorno chiamate da rifugiati, richiedenti asilo e altre persone vulnerabili che esprimono timori per la propria vita e chiedono disperatamente cibo, acqua, medicine e di essere trasferiti”. In Libia, inoltre, “chi ha scelto di partire per l’Italia affronta viaggi più lunghi e più rischiosi attraverso nuovi porti di partenza come Bengasi”.
L’UNHCR esprime apprezzamento per l’operazione Mare Nostrum condotta dalla Marina Militare e dalla guardia costiera italiana, che ha permesso di salvare migliaia di vite, ma a fronte di un numero crescente di rifugiati e migranti che rischiano la vita in mare per raggiungere l’Europa, per lo più eritrei, siriani e somali, afferma la necessità di “un’azione urgente che contempli anche la ricerca di alternative legali a questi pericolosi viaggi”.

Sono 100mila le persone giunte in Italia via mare dal 1 gennaio ad oggi, informa l’UNHCR.

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