VOUCHERISTA IN PIZZERIA A MODENA – UNA STORIA DI LAVORO SENZA DIRITTI A MI MANDA RAI3

01 Mar 2017 con2sì, Referendum Lavoro, SfidaXiDiritti, voucher,

Tania Scacchetti, segreteria nazionale Cgil ed Enrico Monaco, giovane che consegna pizze a domicilio a Modena venendo pagato con i voucher, partecipano alla trasmissione odierna di “Mi Manda Rai3”.

L’argomento dei voucher (trattato a partire circa dal minuto 3 fino a circa il minuto 25 della trasmissione odierna) è uno dei temi del lavoro occultato in questi anni e che Cgil ha sollevato proponendo all’attenzione della cittadinanza un quesito referendario per l’abolizione dei buoni lavoro senza diritti. Per questo motivo Cgil ha raccolto circa 1 milione e 100mila firme ed in questi giorni è nelle piazze e nei luoghi di lavoro per informare in modo capillare gli italiani sul quesito referendario per il quale il Governo, ad oggi, in 33 giorni dall’ok da parte della Corte Costituzionale non ha trovato il tempo ed il modo di indicare una data nella quale si andrà a votare.

L’impegno della Cgil è quello di diffondere le esperienze e le storie di quei lavoratori precari che vengono pagati con i voucher, oltre a raccontare delle vicissitudini di chi lavora negli appalti, altro referendum per il quale sono state raccolte lo stesso numero di firme. In occasione di questa trasmissione il risultato appare efficace e calzante perché trasferisce ai cittadini quanto Cgil denuncia da anni attraverso l’esperienza diretta di ciò che troppo spesso viene sottovalutato o addirittura occultato: il lavoratore viene pagato con i voucher, ma non ha alcun diritto.

Con l’abuso dei voucher emerge con evidenza anche un’altra questione per cui i precari non sono solo giovani neo laureati o neo diploati, ma sono anche quei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro e che non riescono a ricollocarsi se non attraverso il pagamento con i voucher. Alcuni di questi lavoratori, prossimi alla pensione, non maturano il diritto alla stessa (vedi il lavoratore carpigiano a cui l’Inps nega la pensione perché manca l’accreditamento dei contributi derivanti dai voucher) oppure lavoratori che, pur maturando il diritto alla pensione, sconteranno l’effetto della contribuzione bassissima legata ai voucher per la quale da lavoratori precari e poveri si troveranno ad essere pensionati poveri. Per questo la Cgil chiede che i voucher vengano abrogati.

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