VUOI LAVORARE NEL NIDO O ALLA CASA PROTETTA? PAGA 1.000 EURO…

24 Feb 2014 fp,

Modena, 24 febbraio 2014

E’ una situazione anomala, che ha dell’incredibile, quella che si sta verificando presso una cooperativa di servizi che gestisce nel modenese appalti pubblici, dove paradossalmente sono i lavoratori a pagare il datore di lavoro.

La vicenda riguarda Codess, cooperativa veneta di servizi, che si è aggiudicata appalti pubblici per la gestione della casa-residenza anziani di Formigine e del nido aziendale dell’Ausl di Modena convenzionato con il Comune.
Codess, che ha vinto appalti con ribassi significativi sulla base d’asta, richiede ai suoi lavoratori al momento dell’assunzione, l’obbligo di diventare soci versando una quota sociale di 3.000 euro (seppur a rate) e in più richiede una “tassa di ammissione socio” (Tam) per un importo di 1.000 euro a fondo perduto. Queste cifre vengono richieste anche ai lavoratori impiegati a tempo determinato per brevi periodi.
Se è legittimo, ma discutibile, l’obbligo di diventare soci (anche in considerazione di brevi periodi lavorativi e considerata l’entità della quota sociale), è del tutto inaccettabile che vengano richiesti 1.000 euro a fondo perduto che si configurano come una vera e propria tassa per poter lavorare.
Questa richiesta è inaccettabile a priori, ma si configura come un vero e proprio ricatto in periodi di crisi economica e occupazionale come quello che stiamo vivendo.
La Fp/Cgil di Modena ha segnalato pochi giorni fa ai committenti questa insostenibile situazione, considerando che stiamo parlando di lavoratori impiegati in servizi pubblici pagati con risorse della collettività.
Queste “bad practices” non creano solo danni ai lavoratori, ma mettono in difficoltà anche le tante imprese sane che operano nel sistema di welfare.

La Fp/Cgil chiede ai committenti, Comune di Modena, Ausl e Comune di Formigine, che si attivino affinché cessi questa pratica e vengano restituite ai lavoratori le somme già versate. In caso contrario, la Fp/Cgil ritiene che aziende di questo tipo non possano lavorare per conto della Pubblica amministrazione e chiede quindi l’immediata revoca degli appalti.
Il Comune di Modena ha già comunicato alla Fp/Cgil di Modena di essersi già attivato per tutte le verifiche del caso.

Marco Bonaccini segretario Fp/Cgil Modena

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