REFERENDUM GIUSTIZIA 22-23 MARZO 2026: VOTIAMO ‘NO’ ALLA LEGGE MELONI-NORDIO PER L’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA DAL POTERE POLITICO

02 Mar 2026 comitato società civile per il no, legge nordio, magistratura, referendum 2025, referendum giustizia, separazione carriere magistrati,

Il 22 e 23 marzo i cittadini sono chiamati ad esprimersi sul referendum costituzionale relativo alla riforma Nordio sulla separazione delle carriere dei magistrati.
La Cgil e il Comitato della società civile (di cui il sindacato fa parte) sono schierati per il NO alla riforma della giustizia perché è inutile (la separazione tra PM e giudici c’è già senza modificare la Costituzione, è prevista dalla legge Cartabia del 2022 con meccanismi precisi e da allora solo una un’infima minoranza, lo 0,5% di tutti i magistrati, è passato da una carriera all’altra), e dannosa (stravolge la Costituzione, mette a rischio l’autonomia della magistratura e compromette l’equilibrio tra i poteri dello Stato).

NON È UNA VERA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA. NON MIGLIORA IL SERVIZIO AI CITTADINI
La cosiddetta legge Meloni-Nordio non migliora il servizio ai cittadini e non riduce i tempi dei processi, non aumenta il personale e non regolarizza i precari, non rafforza le garanzie, non assicura la rieducazione del condannato, né la certezza della pena. Al contrario, stravolge la Costituzione e mette a rischio lʼautonomia della magistratura, compromettendo lʼequilibrio tra i poteri dello Stato.
L’obiettivo è sottoporre la magistratura al condizionamento del Governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.

COME CAMBIEREBBE IL CSM CON LA RIFORMA?
La riforma Meloni-Nordio modifica ben sette articoli (87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110) della Costituzione. Giudici e pubblici ministeri avrebbero due distinte carriere e il Consiglio Superiore della Magistratura sarebbe diviso in due organi, uno per ciascuna categoria. Sarebbe affidata alla pura sorte la nomina dei membri magistrati (c.d. togati) che oggi sono eletti dagli stessi magistrati. Invece i membri di provenienza politica (c.d. laici), sarebbero sorteggiati fra i componenti di una ristretta rosa di candidati, compilata dal Parlamento. Il potere disciplinare sull’operato dei giudici sarebbe sottratto al CSM e affidato a un nuovo organo: la Alta Corte disciplinare.

E’ UNA RIFORMA A COSTO ZERO? NO.
Essa triplicherà costi e burocrazia: tre strutture al posto di una con più spese a carico dei cittadini (non meno di 115 milioni di euro all’anno in più), procedure più complesse e possibili conflitti tra i nuovi organi.

LA POLITICA AVREBBE PIU’ POTERE SULLA MAGISTRATURA?
Se i membri “laici” del CSM continueranno a essere selezionati dal Parlamento, mentre i magistrati saranno sorteggiati “a caso” nell’organo si creerà uno squilibrio a favore della componente politica. Con questa riforma la politica tenta evidentemente di ridimensionare l’autonomia della magistratura.
La legge Meloni-Nordio è la più radicale trasformazione dell’assetto istituzionale della Repubblica da sempre.
Il rischio che il PM sarà assoggettato all’Esecutivo è forte. La riforma non lo riporta testualmente. Ma introduce la figura di un pubblico ministero destinato a trasformarsi in un inquisitore, indifferente alla ricerca della verità e interessato soltanto alla “vittoria”. Ciò non potrà essere tollerato a lungo e, per limitarne il potere, l’esecutivo sarà portato ad attrarlo nella propria orbita.
La separazione delle carriere è uno specchietto per le allodole che nasconde molto altro. La riforma altera profondamente l’equilibrio dei poteri dello Stato e il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Una magistratura indipendente protegge i cittadini da abusi, arbitrii e pressioni indebite. Indebolirla significa indebolire la democrazia.

QUALI SONO GLI EFFETTI CONCRETI SULLA VITA DEI CITTADINI?
L’indipendenza di chi giudica è una garanzia per tutti i cittadini, un suo indebolimento mette a rischio la tutela delle persone comuni.
Alcuni esempi concreti delle conseguenze di una magistratura meno indipendente:
un giornalista ci penserebbe due volte prima di indagare su un politico che potrebbe minacciarlo di ritorsioni e restare impunito perché in grado di fare pressioni sui giudici;
• una lavoratrice licenziata non potrebbe contare su un giudice del lavoro totalmente autonomo nel decidere contro interessi forti;
denunciare una grande azienda sarebbe più rischioso;
un cittadino accusato ingiustamente rischierebbe di trovarsi davanti a un pubblico ministero meno imparziale…
Una giustizia meno autonoma è una giustizia più esposta alle pressioni di chi ha più potere.

L’AUTONOMIA DELLA MAGISTRATURA NON È UN PRIVILEGIO, MA UNA GARANZIA DI UGUAGLIANZA PER TUTTI
Il risultato di questa riforma è una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti.
La legge Meloni-Nordio, con Autonomia differenziata e Premierato, è parte di un disegno
più ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica.

IN QUESTO REFERENDUM NON C’E’ QUORUM
E’ importante sapere che questo referendum non prevede il raggiungimento del quorum. Il risultato sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. Chi va a votare decide per tutti.

NON E’ PREVISTO IL VOTO PER I FUORISEDE (STUDENTI E LAVORATORI)
Per circa 5 milioni di fuori sede, il diritto di voto rischia di diventare un privilegio destinato solo a chi può permettersi di sostenere le spese del viaggio di rientro.
Eppure, una possibilità per evitare che ciò accada esiste. Chi viene nominato rappresentante di lista può infatti votare nel seggio in cui svolge quell’incarico, anche se è iscritto o iscritta nelle liste elettorali di un altro Comune. Se vuoi candidarti a rappresentante di lista per il Comitato del NO, scrivici a: cgilmodena@er.cgil.it .

Per difendere la Costituzione e una Giustizia imparziale
IL 22 e 23 MARZO VOTIAMO NO
!

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