30 Apr 2026 domus, domus assistenza, educatori, educatrici, fp, modena, pasti, retribuzioni, vertenza,
Si è concluso con esito negativo martedì 28 aprile, l’incontro in Prefettura tra Domus Assistenza e i lavoratori e le lavoratrici con mansione di educatore socio-assistenziale per l’inclusione scolastica di bambini e ragazzi con disabilità (cosiddetti Pea-personale educativo assistenziale) seguiti da Fp Cgil e Uil Fp.
Il confronto, a seguito della sospensione dello stato di agitazione dopo l’incontro di fine marzo per valutare eventuali aperture rispetto alla richieste del riconoscimento del diritto al pasto agli oltre 300 educatori/trici e per una corretta retribuzione secondo le norme contrattuali e di legge, avrebbe dovuto rappresentare un momento utile per individuare soluzioni concrete alle criticità denunciate, ed ha purtroppo registrato una fumata nera.
Nel corso della riunione non è stato possibile raggiungere alcun accordo. La cooperativa ha mantenuto rigidamente le proprie posizioni, ribadendo la necessità di attendere l’approvazione del bilancio prima di assumere qualsiasi impegno, continuando ad attribuire le responsabilità della situazione agli appalti e alle amministrazioni pubbliche che ritengono questo un costo comprimibile e che pertanto, se riconosciuto, rischierebbe di non rendere più la cooperativa competitiva sul mercato. Una posizione che, di fatto, rinvia ancora una volta ogni decisione, lasciando senza risposte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.
“I lavoratori e le lavoratrici stanno attendendo risposte dal settembre scorso, hanno già manifestato a febbraio 2026 il loro dissenso quando è stato proposto un accordo per loro non dignitoso in quanto limitato solo a determinate casistiche di lavoratori e lavoratrici, ma la Cooperativa ha proseguito sulla propria scelta. Non si può pensare di continuare a chiedere loro ulteriori attese senza mai una risposta certa” affermano i funzionari sindacali Simona Ugolotti (Fp Cgil Modena) e Alex Scardina (Uil Fp Modena e Reggio).
Non si può pensare di scaricare il tema del costo del lavoro su lavoratori e lavoratrici già precari come invece nell’incontro è stato fatto dalla cooperativa sia per i buoni pasto ma anche, fatto ancora più grave, sul rispetto di norme contrattuali come ad esempio le clausole elastiche per le lavoratrici part time. Il rispetto del contratto non può essere ritenuto un costo economico aggiuntivo per la cooperativa e con il quale giustifica ulteriormente il non riconoscimento del pasto poiché il rispetto di tali norme non costituisce in alcun modo una concessione discrezionale o un favore nei confronti delle organizzazioni sindacali.
“Nel corso dell’incontro istituzionale la scelta di non cedere ad ulteriori tempi di attesa da parte delle organizzazioni sindacali è stata condivisa con i lavoratori e le lavoratrici presenti ieri, intenzionati a non arretrare e negoziare ulteriormente sulle loro rivendicazioni” afferma la funzionaria Fp Cgil Simona Ugolotti.
La sospensione dello stato di agitazione si configurava come una tregua temporanea, ma si è potuto verificare come non vi si stata la reale volontà della Cooperativa di costruire una soluzione condivisa che desse finalmente risposte concrete e rappresentasse un primo passo verso il riconoscimento di quanto richiesto dai lavoratori e dalle lavoratrici.
“Se è vero che si è aperto il confronto sui temi inerenti le violazioni contrattuali, occorre però ammettere che l’esplicitazione della cooperativa nel chiedere di aspettare settembre per vedere se ci siano o meno le possibilità di un eventuale riconoscimento a partire da quando resta indefinito, non rappresenta una reale apertura delle sue posizioni poiché è una clausola presente nell’accordo che la stessa cooperativa ha messo in atto e che era stato categoricamente rifiutato dalle lavoratrici e dai lavoratori” afferma il funzionario Uil Fp Alex Scardina.
“Alla luce dell’esito negativo dell’incontro in Prefettura, lunedì 4 maggio incontreremo nuovamente in assemblea i lavoratori e le lavoratrici per condividere assieme a loro la mobilitazione e decidere quali iniziative mettere in campo per tutelare i loro diritti e la loro dignità lavorativa che restano condizioni imprescindibili nel rapporto di lavoro e sono diritti non negoziabili” concludono Ugolotti e Scardina.
Modena, 30/4/2026

