RISULTATI DEI COMUNI MODENESI NELLA LOTTA ALLE EVASIONI FISCALI

19 Nov 2012

Modena, 19 novembre 2012

 

Ai bilanci in grande sofferenza dei Comuni andrà un giusto “ristorno” delle prime cospicue somme recuperate, grazie alla strutturata collaborazione nella lotta alle evasioni fiscali, in attuazione del Patto siglato fra l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni) e l’Agenzia delle Entrate.

Ai Comuni che hanno aderito al “Patto anti evasione” andrà il 50% delle somme recuperate in seguito alle loro “segnalazioni qualificate” sul 2011 e che passerà all’intero 100% per il prossimo triennio.

Un sostanzioso incentivo per gli Enti Locali che assumono nei fatti la lotta al fenomeno variegato e diffuso delle illegalità fiscali.

Nei giorni scorsi, anche ai Comuni modenesi, è arrivata la congrua assegnazione del giusto “premio” da parte del Ministero dell’Interno.

Da un primo resoconto parziale che riguarda l’Emilia-Romagna, vediamo l’arrivo all’incasso di circa 1,8 milioni di euro.

Oltre un terzo è per Comuni della provincia di Modena: 660.000 euro.

Non pochi, e sopratutto un vistoso contributo ad una battaglia di democrazia ed equità, nel contrasto alle frodi fiscali che deve vedere i Comuni sempre più in prima linea e davanti ai cittadini, incoraggiati così a segnalare, a loro volta, casi evidenti di evasione.

La Cgil ha fatto di questa battaglia, per spingere l’adesione dei Comuni al Protocollo con l’Agenzia delle Entrate, un elemento primario delle proprie piattaforme territoriali: tutti gli Enti Locali devono sottoscrivere quel Patto.

Non è ancora così.

Nonostante la nostra regione sia di gran lunga quella col più elevato tasso nazionale di adesione, al “bicchiere pieno” manca ancora un quartino !

Dei 348 Comuni emiliano romagnoli, sono 275 quelli che hanno aderito.

In provincia di Modena, dopo la recente adesione di Camposanto, Pievepelago e Prignano, mancano  ancora all’appello San Cesario, Montese,  Fiumalbo, Montecreto, Riolunato e Polinago.

Un ritardo, o peggio, una scelta del tutto inspiegabile e non accettabile per quella maggioranza di cittadini, lavoratori e pensionati che versano ogni tributo fiscale.

In regione, la provincia di Modena è prima per imposte evase accertate e seconda per maggiori somme riscosse.

Ma anche per gli Enti modenesi, sono evidenti le diversità dei risultati, sia per numero delle segnalazioni effettuate all’autorità fiscale, sia per l’efficacia delle stesse, misurabile con le “maggiori imposte” accertate e, sopratutto, con le “somme riscosse” nelle casse pubbliche.

E’ noto il record del Comune di Maranello che è così stato premiato con un ristorno di ben 395.000 euro ma, aggiungiamo, Mirandola con 142.000, Soliera con 62.000, Nonantola con 28.000, Carpi con 23.000 e giù fino al Comune di Modena con soli 1.850 euro, nonostante le circa 400 segnalazioni inoltrate: ciò induce a riflessioni per migliorare l’efficienza del sistema.

In un quadro positivo di crescente attività svolta per contrastare l’evasione, la Cgil ripropone perciò tre criticità che vanno risolte.

1) La capacità di intervento dei Comuni – specie quelli medi e piccoli – per intercettare e segnalare le più diverse e fantasiose forme di evasione fiscale, tributaria e contributiva nel territorio, si dovrà rapidamente rafforzare attraverso la costituzione di Uffici o Nuclei operativi, con personale qualificato, a livello delle Unioni Comunali.

2) Anche a causa delle carenze di personale delle Agenzie Entrate, il rapporto fra il numero delle segnalazioni proposte e gli accertamenti effettuati, è poco più del 18% !

Lo scarto è troppo ampio e perciò andrà chiarito con quali criteri e priorità l’Agenzia sceglie fra il grande numero delle segnalazioni pervenute dai Comuni.

Colpisce infatti un dato molto divaricato: le segnalazioni dai Comuni riguardano per il 57% il patrimonio edile ed immobiliare. Ma dal lavoro dell’Agenzia Entrate, emerge che lo stesso filone patrimoniale produce solo il 19% delle imposte accertate ed il 13% delle maggiori somme riscosse.

3) Col positivo affermarsi del Patto, emerge ora il forte bisogno di definire modalità e sedi certe di collaborazione, coordinamento e formazione comune fra uffici dello Stato ed Enti Locali che operano sullo stesso fronte della legalità fiscale, attuando in tutte le sue parti i sei articoli del Protocollo d’Intesa.

Franco Zavatti, Cgil Modena-coordinatore legalità e sicurezza Cgil regionale

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