SCIOPERO COMMERCIO NELLE FESTIVITÀ 1° NOV, 25 E 26 DIC, 1° GEN 2014. LA POLITICA TARDA A DARE RISPOSTE PER RIPARARE ALLA DEREGOLAMENTAZIONE DEGLI ORARI COMMERCIALI. I LAVORATORI DEL COMMERCIO ANCORA IN SCIOPERO!

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Modena, 31 ottobre 2013

Le organizzazioni sindacali del commercio Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil modenesi proclamano unitariamente 4 giorni di sciopero per le festività del 1° Novembre, 25 e 26 Dicembre e 1 Gennaio 2014.

L’iniziativa di lotta, che si ripete nel modenese da oltre un anno, mira a contrastare la deregolamentazione totale degli orari commerciali introdotta dal Governo Monti, le cui conseguenze si scaricano principalmente sui lavoratori del settore.

I sindacati, ad inizio aprile 2013, avevano positivamente preso atto delle iniziative della politica per intervenire sul settore del commercio pesantemente colpito dalla deregolamentazione degli orari.

All’inizio di questa legislatura la politica, con interventi di esponenti del Movimento 5 Stelle e del PD modenesi, ha infatti deciso di affrontare gli effetti disastrosi prodotti dalla scelta del Governo Monti che a fine 2011 ha rimosso qualsiasi regola sulla gestione degli orari commerciali.

A quasi due anni di distanza, Filcams, Fisacat e Uiltucs devono purtroppo prendere atto della conferma delle loro ragioni: ovvero che questa legge avrebbe prodotto perdite di posti di lavoro, peggioramento delle condizioni di lavoro e calo dei consumi! Consumi che non si sostengono con il mero aumento degli orari di apertura, se non vi sono risposte della politica in termini di difesa dell’occupazione e del reddito dei cittadini.

I posti di lavoro persi sono dovuti alla chiusura di migliaia di piccole e medie imprese del commercio che strutturalmente non sono state in grado di reggere la crisi e la contestuale estensione degli orari di apertura.

La Grande Distribuzione Organizzata non ha compensato queste perdite. Inoltre la chiusura dei piccoli negozi di quartiere ha creato disagio e danno verso i consumatori anziani, o con problemi di mobilità, spostando l’offerta commerciale quasi esclusivamente nei grandi centri commerciali periferici.

L’incremento degli orari di apertura ha avuto come scontata conseguenza l’aumento dei carichi di lavoro degli addetti nella Grande Distribuzione, una loro maggiore ricattabilità, difficoltà di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e in definitiva l’aumento della precarizzazione per molti.

Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil di Modena hanno formulato già nel 2008 una proposta come base di confronto tra tutti i soggetti locali, portando alla sottoscrizione di un accordo presso il Comune di Modena nel novembre 2011.

Tale accordo è stato ripreso nei lavori parlamentari che ad oggi non hanno portato a soluzioni concrete.

Tale proposta regolamentava il lavoro domenicale e festivo e conteneva:

– esclusione dell’incremento delle domeniche di apertura rispetto alle 12/13 domeniche annuali prima della liberalizzazione Monti;

– meccanismo di rotazione delle 8 aperture previste dal Decreto Bersani;

– garanzia di un miglior servizio ai consumatori, lasciando almeno un negozio alimentare aperto nel territorio ogni domenica mattina. Per i lavoratori questa rotazione avrebbe previsto un impegno massimo di 12/13 aperture festive.

La piattaforma approvata unitariamente da Filcams, Fisascat e Uiltucs per il rinnovo dei contratti nazionali del commercio privato e cooperativo in scadenza a fine 2013, ha posto l’accento sulle necessarie risposte che la politica deve dare al settore se si vuole sostenere il consumo interno e l’occupazione. Tra le altre, proprio il tema della liberalizzazione degli orari commerciali!

I sindacati apprezzano che le proposte sostenute da anni vengano colte nelle iniziative parlamentari. Auspicano che siano preambolo di soluzioni legislative rapide e non dilatorie che, oltre ad essere rispettose dei giusti diritti delle lavoratrici e lavoratori del settore, prevedano un forte ruolo di programmazione degli Enti locali.

In questo contesto le organizzazioni sindacali, inoltre, si impegnano a non far mancare il proprio contributo nelle eventuali discussioni di merito che vorranno essere intraprese nei territori e a livello nazionale.

Filcams/Cgil Fisascat/Cisl Uiltucs/Uil Modena

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