CGIL Brescia/Coccaglio e dintorni, in spensieratezza verso il Ku Kux Klan

19 Nov 2009

La nota della Camera del Lavoro Cgil di Brescia dopo la decisione della giunta di centrodestra di Coccaglio (Pdl-Lega), guidata dal sindaco Franco Claretti, di lanciare l’operazione “White Christmas” (Bianco Natale) per liberare il paese dell’Ovest bresciano dagli immigrati clandestini.
Fallita la grande operazione ronde padane in tutta Italia, da quel che si legge sui giornali, ora gli amministratori comunali di Coccaglio appartenenti alla Lega Nord si danno ai rastrellamenti per scovare i clandestini.
E’ probabilmente da tempo aperto un concorso a premi interno a quel partito a chi la fa e la spara più grossa (capolista il sindaco di Verona, dopo quello di tempo fa a Rovato): sono concretamente impegnati in una lotta disperata contro i poveri e non contro la povertà, fingendo di volere colpire la delinquenza e la violenza.
Che contrasto con l’indulgenza usata dai loro colleghi al governo dell’Italia verso i reati di truffa e corruzione!
Per questi odiosi reati sono disposti ad una sostanziale amnistia che, con il processo breve, cancellerebbe alcuni dei processi in corso per il Presidente del Consiglio, ma danneggerebbe i risparmiatori di Parmalat, i familiari dei morti bruciati alla Thyssen Krupp di Torino, i morti per amianto della Eternit…..
Questo mentre sono inesorabili verso chi è colpevole di ingresso clandestino, vale a dire verso chi non ha fatto del male a nessuno, ma non ha permesso di soggiorno, anche verso chi lo ha perso perchè con la crisi ha perso il posto di lavoro.
Ora questi rappresentanti delle istituzioni democratiche locali rivendicano, con il “Natale bianco” una funzione identitaria anche alla nascita di Gesù Cristo: nato in Palestina e non nella nostra pianura (anche nostra, non soltanto loro), un bimbo fuggito, appena nato, clandestino in Egitto.
Che identità “razziale” aveva Gesù?
Certo è che il messaggio universale che la sua Novella porta non è riservato al popolo eletto, gli Ebrei, ma nemmeno a quello dei Celti o dei loro scarsi discendenti residenti qui.
E’ stolto resistere al cambiamento del mondo, anche se rende voti: fa arretrare di fronte ad un fenomeno che va governato per favorire convivenza e corresponsabilità nel lavoro e nella vita sociale, per adesso e per l’avvenire.
Chi finge di contrastare l’immigrazione in realtà finisce per colpire i più indifesi ed a ritardare la necessaria collaborazione, l’unica via per affermare dentro le nostre comunità legalità e solidarietà, soprattutto in questa crisi economica che fa chiudere fabbriche e fa perdere posti di lavoro e questa crisi morale che fa perdere di credibilità le stesse istituzioni democratiche.
18 novembre 2009
CGIL Camera del Lavoro di Brescia

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