INALCA JBS (GRUPPO CREMONINI): L’AZIENDA CONTINUA A NEGARE IL RINNOVO DEL CONTRATTO. SOLIDARIETÀ DAI SINDACALISTI D’OLTRE OCEANO

15 Mar 2010 contratto, flai, sciopero,

Modena, 15 marzo 2010

 

 

 

 

Il sindacato alimentaristi Flai/Cgil di Modena denuncia il permanere di un atteggiamento arrogante e provocatorio da parte della direzione aziendale dello stabilimento Inalca/Jbs (Gruppo Cremonini) di Castelvetro di Modena.

Nonostante l’indisponibilità nel rinnovare il contratto aziendale per i prossimi quattro anni, la direzione non ha nemmeno riconosciuto “l’ultra attività” dell’accordo scaduto che, non essendo ancora stato disdettato, dovrebbe continuare ad essere applicato.

Il contratto aziendale è scaduto da 14 mesi e, la piattaforma per il rinnovo dello stesso, è stata presentata dai Sindacati esattamente un anno fa. L’azienda ha deliberatamente allungato i tempi del confronto, nonostante ripetuti solleciti da parte delle organizzazioni sindacali e a fine 2009 si è resa provocatoriamente disponibile a retribuire i premi aziendali con “buoni pasto”, “buoni benzina” e “buoni spesa”.

Un escamotage per non pagare contributi previdenziali, quindi abbassare il costo del lavoro, illudendo le persone che ci avrebbero guadagnato soldi tramite la non tassazione di queste erogazioni economiche. Il pagamento con queste modalità sarebbe il primo caso per un’azienda industriale di questa rilevanza e anche nel settore alimentare.

Una modalità di pagamento che contraddice le pompose affermazioni delle imprese e di Confidustria sulla contrattazione aziendale, rappresentata come unico strumento per tutelare il potere di acquisto dei lavoratori.

Una modalità che contraddice anche i brillanti risultati economici che questo Gruppo sta conseguendo a livello nazionale ed internazionale. Basta leggere l’aumento dell’utile netto di alcune aziende del Gruppo, come la MARR con il +20,7% e gli investimenti effettuati all’estero con il nuovo stabilimento aperto in Russia (100 milioni di euro).

Probabilmente, l’atteggiamento tenuto dalla direzione aziendale, è finalizzato a far pagare ai lavoratori tutti gli investimenti economici fatti all’estero, ma anche nello stesso stabilimento di Castelvetro (10 milioni di euro).

Dopo lo sciopero di 8 ore del 29 gennaio, dopo l’ennesima disponibilità dei Sindacati ad un nuovo confronto prima di un’ulteriore azione di lotta, l’azienda continua a rispondere con discutibili e provocatori comunicati aziendali che non hanno alcun fondamento e non applica nemmeno il contratto scaduto!

Un atteggiamento che non è passato inosservato nemmeno alle organizzazioni sindacali oltre oceano le quali, appreso le notizie inerenti la difficile vertenza in atto, non hanno esitato ad inviarci messaggi di solidarietà evidenziando che la JBS, sia negli USA, che in Canada, così come in Brasile ha un atteggiamento nelle relazioni sindacali totalmente diverso!

Siamo arrivati al paradosso che in un Paese come l’Italia dove si crede che i lavoratori possano godere di diritti e tutele tra le migliori del pianeta (questo è ciò che dicono i datori di lavoro italiani), gli stessi ricevono la solidarietà da parte di realtà sociali dove, fare sindacato e rappresentare lavoratori, non è certo semplice.

Ai sindacalisti d’oltre oceano non è sfuggita la difficoltà di questa vertenza e la Flai/Cgil di Modena è loro grata per la solidarietà dimostrata.

La Flai/Cgil continuerà nella vertenza con l’assoluta determinazione che ha adottato sinora, e si adopererà nei prossimi giorni per convincere le altre organizzazioni sindacali a continuare nella lotta.

 

Umberto Franciosi, segretario sindacato alimentaristi Flai/Cgil Modena

 

Si allega la lettera delle organizzazioni sindacali internazionali

Lettera UITA a INALCA JBS in inglese   traduzione lettera UITA a INALCA JBS

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